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Crotone, presunta corruzione negli appalti Asp: tredici indagati

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

L’inchiesta riguarda forniture sanitarie per oltre 3 milioni di euro e procedure avviate tra il 2019 e il 2021. Secondo gli investigatori, sarebbero stati condivisi documenti riservati e versate somme mascherate da consulenze

10 ottobre 2026 - 11:45


Crotone, presunte gare pilotate all’ASP: concluse le indagini su 13 persone

CROTONE — Tredici persone indagate per presunti episodi di corruzione legati agli appalti sanitari. Nella mattinata del 10 ottobre, la Guardia di Finanza di Crotone sta procedendo alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica, guidata da Domenico Guarascio. L’inchiesta riguarda procedure per la fornitura di prodotti sanitari dal valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, indette tra il 2019 e il 2021.

Tra gli indagati figurano pubblici funzionari all’epoca in servizio all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti. Le ipotesi accusatorie riguardano delitti di corruzione, previsti dagli articoli 318 e 321 del codice penale, che sarebbero stati commessi anche in forma associata.



Documenti anticipati e capitolati predisposti con le imprese

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura di Crotone.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, alcune procedure di aggiudicazione sarebbero state manipolate attraverso l’anticipazione dei documenti di gara e la condivisione di informazioni riservate sulle decisioni delle stazioni appaltanti.

In più occasioni, inoltre, i referenti delle imprese da favorire sarebbero intervenuti direttamente nella predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici.



Pagamenti in contanti per oltre 45mila euro

Gli investigatori riferiscono di aver ricostruito presunti accordi corruttivi che prevedevano pagamenti calcolati in percentuale sul valore delle commesse. In molti casi, secondo l’accusa, queste somme sarebbero state mascherate da «fittizie prestazioni di consulenza».

Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza dichiara di aver monitorato e documentato diverse consegne di denaro contante, per un ammontare complessivo superiore a 45mila euro.

Gli avvisi notificati riguardano la conclusione delle indagini preliminari.


Il tenente colonnello Giuseppe Campobasso


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