Acquappesa, antibiotico a paziente allergico: medico rinviato a giudizio

Il procedimento riguarda la morte di Gianfranco Pascariello, 63 anni, operatore della Polizia locale di Acquappesa, deceduto il 14 dicembre 2024. Secondo la Procura, la terapia avrebbe provocato una grave reazione anafilattica: nella scheda di triage era segnalata un’allergia al Rocefin. Il processo inizierà il 10 dicembre 2026
9 ottobre 2026 – 11:24
di Matteo Cava

Un medico del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Cosenza è stato rinviato a giudizio per l’ipotesi di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria, in relazione alla morte di Gianfranco Pascariello di Acquappesa. L’accusa riguarda la somministrazione di un antibiotico a un paziente la cui scheda di triage riportava un’allergia farmacologica. Il processo inizierà il 10 dicembre 2026 davanti al Tribunale di Cosenza. I familiari di Gianfranco Pascariello, assistiti e difesi dagli avvocati Emilio Enzo Quintieri e Simona Socievole.
Il rinvio a giudizio è stato disposto dalla giudice Claudia Pingitore all’esito dell’udienza preliminare, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Marco Mattia.
Il sanitario è difeso dall’avvocato Maurizio Dioguardi, del Foro di Roma. Il dibattimento si svolgerà davanti alla giudice monocratica Carmen Ciarcia e consentirà di esaminare nel contraddittorio delle parti le risultanze investigative, le consulenze medico-legali e la documentazione sanitaria.
Il primo accesso a Cetraro e il trasferimento a Cosenza
Gianfranco Pascariello aveva 63 anni ed era un operatore della Polizia locale del Comune di Acquappesa. Il suo decesso avvenne il 14 dicembre 2024, dopo l’arrivo presso l’Azienda ospedaliera di Cosenza.
Il paziente era stato inizialmente preso in carico dal Pronto soccorso dell’ospedale Spoke di Cetraro. Secondo gli accertamenti, l’assistenza prestata in quella struttura sarebbe stata diligente e appropriata.
L’unica criticità assistenziale evidenziata per questa fase riguarda il successivo trasferimento a Cosenza con un’ambulanza non medicalizzata. Considerate le condizioni cliniche del paziente, secondo la valutazione riportata sarebbe stata prudente la presenza di un medico a bordo.
Durante il tragitto da Cetraro al capoluogo bruzio, "non si verificarono aggravamenti delle sue condizioni".
L’antibiotico e l’allergia annotata nella scheda di triage
La ricostruzione della Procura della Repubblica di Cosenza si fonda anche sulle consulenze medico-legali dei dottori Berardo Silvio Cavalcanti, Guglielmo Cordasco e Vannio Vercillo.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Pascariello era giunto al Pronto soccorso dell’Annunziata per una condizione di dispnea, con parametri vitali nella norma. In quella sede sarebbe stato sottoposto a una terapia antibiotica con Fidato, farmaco avente come principio attivo il ceftriaxone.
La contestazione riguarda la somministrazione del medicinale senza la preventiva consultazione della scheda di triage. In quel documento, secondo quanto riportato nel comunicato, risultava espressamente annotata "un’allergia al farmaco Rocefin".
L’antibiotico sarebbe stato somministrato per via endovenosa, nella quantità di una fiala da due grammi in 100 millilitri di soluzione. Per l’accusa, la somministrazione avrebbe determinato una grave reazione anafilattica, seguita dall’arresto cardiorespiratorio e dal decesso.
La relazione tra la terapia, la reazione e la morte costituisce uno dei punti centrali della ricostruzione accusatoria che sarà sottoposta all’esame del giudice durante il processo.
La sequenza degli eventi tra le 19 e le 19:40
Viene riportata una precisa successione temporale degli eventi ricostruiti attraverso gli accertamenti medico-legali:
Ore 19:00: sarebbe stato somministrato l’antibiotico per via endovenosa.
Ore 19:10 circa: il paziente avrebbe manifestato un arresto cardiorespiratorio, con perdita di coscienza e caduta a terra.
Ore 19:40: dopo circa trenta minuti di manovre rianimatorie e la somministrazione di adrenalina, veniva constatato il decesso.
Durante le operazioni di soccorso fu eseguita anche la manovra di Heimlich. Secondo la ricostruzione medico-legale richiamata nel comunicato, la manovra sarebbe risultata inefficace perché l’ostruzione delle vie aeree sarebbe stata causata dall’edema laringeo conseguente alla reazione anafilattica, anziché dalla presenza di un corpo estraneo.
Anche questo passaggio rientra nella ricostruzione clinica sulla quale si fonda l’ipotesi accusatoria.
Le conclusioni dei consulenti medico-legali
Le conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura sono state condivise anche dal medico legale Mirko Massimilla, consulente tecnico di parte dei familiari di Pascariello.
Secondo il comunicato, la convergenza delle valutazioni riguarda le cause e i mezzi che avrebbero determinato la morte, i profili di responsabilità professionale e il rapporto di causalità.
Un elemento richiamato dagli specialisti riguarda le condizioni del paziente prima della terapia antibiotica. Dalla documentazione clinica esaminata emergerebbe uno «spazio respiratorio otorinolaringoiatrico conservato».
La successiva reazione anafilattica e il collasso cardiorespiratorio sarebbero invece intervenuti dopo la somministrazione del farmaco, secondo la sequenza ricostruita dai consulenti.
Le valutazioni medico-legali saranno ora esaminate nel dibattimento insieme alla documentazione sanitaria e agli altri elementi raccolti durante le indagini.
I familiari e le associazioni costituiti parti civili
Nel corso dell’udienza preliminare si sono costituiti parti civili i familiari di Gianfranco Pascariello, assistiti e difesi dagli avvocati Emilio Enzo Quintieri e Simona Socievole.
I legali hanno inoltre anticipato l’intenzione di chiedere la citazione dell’Azienda ospedaliera di Cosenza come responsabile civile, affinché risponda delle condotte del proprio dipendente qualora ne siano accertati i presupposti.
Si sono costituite parti civili anche tre associazioni:
Codici – Centro per i Diritti del Cittadino, con l’avvocato Pierfrancesco Fazzolari;
Codici Calabria – Centro per i Diritti del Cittadino, con l’avvocato Alessia Cellini;
Codici Salute, con l’avvocato Ivano Giacomelli.
La richiesta relativa all’Azienda ospedaliera è indicata nel comunicato come un’iniziativa annunciata dai legali dei familiari.
Il dibattimento dal 10 dicembre 2026
L’apertura del processo è fissata per il 10 dicembre 2026, davanti alla giudice Carmen Ciarcia del Tribunale di Cosenza.
Il dibattimento consentirà di verificare nel pieno contraddittorio la ricostruzione della Procura, le conclusioni dei consulenti e gli elementi della documentazione sanitaria, per accertare le eventuali responsabilità connesse alla morte di Gianfranco Pascariello.
Il rinvio a giudizio non costituisce un accertamento di colpevolezza: le contestazioni dovranno essere valutate nel processo e il medico resta presunto innocente fino a una sentenza definitiva di condanna.



