Corigliano, un gruppo organizza un comitato per il ritorno all'autonomia

Oggi, alle 19.00, un incontro al Beato Felton


CORIGLIANO ROSSANO - 4 ott. 19 - Suonano le trombe della ritirata o dell'attacco, a seconda di quale angolo di visione si sceglie. Ad alcuni l'unione dei due comuni di Corigliano e Rossano proprio non va giù; altri continuano a sperare nel cambiamento. Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 19,00, presso i locali del Beato Felton, nei pressi della chiesa di San Francesco, a Corigliano Centro Storico, si svolgerà un incontro-dibattito, propedeutico alla costituzione del Comitato per il ritorno all’autonomia (Cra). «Abbiamo inteso partire dal centro storico – fa sapere Antonio Gorgoglione, componente del comitato per il ritorno alla'utonomia - perché è stato l’unico luogo in cui ha prevalso il no alla fusione, ma ne seguiranno altri itineranti in tutto il territorio di Corigliano e di Rossano, con l’obiettivo di informare e coinvolgere i cittadini al perseguimento dello scioglimento del processo di fusione in atto, che fino ad ora ha fatto registrare solo disagi per i cittadini delle due comunità». Sarebbe una scelta coraggiosa. Ed il comitato fa leva sulla scarsa partecipazione al referendum costitutivo della fusione. In quella occasione non era necessario il quorum. La comunità di Corigliano aveva risposto in maniera minoritaria. Le urne erano state disertate. Forse, è bene ricordarlo, in molti non avevano ancora compreso a fondo la scelta che si andava a fare. Il comitato e Antonio Gorgoglione ricordano: «Anche se nessuno sembra aver finora preso seriamente in considerazione questo aspetto, buona parte del dibattito pubblico sulle fusioni in Calabria e a Corigliano-Rossano, si è articolato intorno a tre problematiche altrettanto importanti: l’assenza di qualsiasi forma di coinvolgimento della popolazione nelle fasi antecedenti alle consultazioni pubbliche, l’assenza di un iter procedurale certo e condiviso, e, l’assenza di studi di fattibilità. Tutti e tre questi aspetti sono di fondamentale importanza per garantire che qualsiasi decisione, venga presa all’interno di una cornice normativa democratica. Gli errori più eclatanti finora commessi sono due: il primo riguarda il processo di fusione di Casali del Manco, in cui si è realizzata la fusione per “annessione” anche del Comune di Spezzano Piccolo. Ricordiamo, infatti, che la maggioranza della popolazione si era espressa per il no alla fusione. Il secondo, che ci riguarda più da vicino, è quello relativo alla fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano, dove si è registrata una percentuale di astensionismo dei votanti che è stata di circa il 70%, e, che la soppressione del quorum di partecipazione per la validità del Referendum, avvenuta in corso d’opera e realizzatasi in sede regionale, tra complicità e disattenzioni varie, ha concretizzato una vera emergenza democratica, intesa a sminuire il valore della partecipazione popolare alla importante scelta che si andava a compiere, dando alla consultazione che si sarebbe dovuta successivamente svolgere, il solo significato di essere formalmente funzionale a scelte già definite altrove e da completare con legge regionale».

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