Corigliano Rossano, Rappresentanze sindacali del comune sul piede di guerra: “Da tempo inascoltati”

LE RAPPRESENTANZE sindacali unitarie del comune di Corigliano Rossano sono in fibrillazione. “Vi avevamo creduto” scrivono in un documento rivolto agli amministratori e dirigenti dell'ente che non hanno recepito le “aperture” delle stesse rappresentanze interpretandole come “debolezza sindacale”. Ed ora, le Rsu, sotterrano il calumet della pace e rivendicano maggiore attenzione. “A quasi un anno dall’insediamento dell’attuale amministrazione – scrivono in una nota - insiste un diffuso stato di malessere in tutto il personale dipendente per tutto quello che fino ad oggi si è visto. Atti di applicazione del contratto nazionale, pur discussi, analizzati e sottoscritti con la parte pubblica, puntualmente vengono disattesi, e posti in “regime di congelamento”.

Ma, quello che maggiormente mortifica i dipendenti, è l’assoluta mancanza del rispetto delle regole, nei confronti degli stessi, in special modo da parte dei dirigenti dell’ente”. Eppure, le Rsu fanno notare come sin dal maggio 2018 avevano incentrato l'attività sulle “corrette relazioni sindacali”. “Ciò – spiegano - è avvenuto nel corso della gestione commissariale, e sta avvenendo, anche dal giugno del 2019 con l’attuale amministrazione comunale e, ha posto come fondamento, il ruolo di organismo autonomo voluto dai dipendenti del Comune, senza condizionamenti da parte di nessuno, libera nelle idee e proposte, avendo come riferimento il rispetto delle normative di settore”. Le rappresentanze sindacali sottolineano come ad oggi siano diverse le questioni rimaste sul tavolo, irrisolte. Questioni che nel concreto non trovano pratica attuazione. Dall'altra parte, invece, “Sono adottati dalla parte pubblica – scrivono - provvedimenti che non hanno registrato il dovuto coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, così come previsto dal contratto nazionale di lavoro e dalla normativa in materia di pubblico impiego”. Quali sono, allora, le principali problematiche che le rappresentanze sindacali unitari vogliono mettere sul tavolo? “Le condizioni igienico-sanitarie di diversi uffici comunali, ridotti in condizioni che non rispettano il minimo di ciò che è previsto per legge. Eppure si continua ad utilizzare luoghi che dovrebbero essere interdetti, in attesa degli interventi opportuni”. E ancora: “L’inesistenza del piano sulla valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro e del piano sulla sicurezza. Ad oggi non risulta nominato, per come da normativa, il medico aziendale di medicina del Lavoro”. Ma c'è di più, anche in relazione all'emergenza Covid 19. per i circa 500 dipendenti si segnala la “non corretta gestione” nella sanificazione di uffici, fornitura mascherine, predisposizione front-office attrezzati ecc. Le rsu riaprono una ferita non ancora rimarginata, oggetto di discussione. Segnalano: “L'assoluta mancanza di informativa alla Rsu sulla attuale e futura allocazione degli uffici, servizi e dei dipendenti, tenuto conto che corrette relazioni sindacali dovrebbero indurre la parte pubblica ad avviare il dovuto confronto con la Rsu, facendo conoscere per tempo, trasferimenti o spostamenti di uffici e personale, al fine di evitare incresciosi disservizi ed improduttività degli stessi e verso la popolazione amministrata”. Ma anche dal lato economico non si va per il meglio; c'è la: “Mancata erogazione di molteplice indennità economiche ai vari profili professionali, derivanti dalla contrattazione decentrata anni 2016, 2017 2018 e 2019. Bisogna sanare tutti quegli ordini di servizio che avevano previsto lavoro straordinario regolarmente svolto a vario titolo in occasione delle varie emergenze. Mancato rispetto della normativa su autorizzazione e conseguente liquidazione di prestazione di lavoro straordinario, allo stato autorizzato ed erogato verso esclusivi settori dell’Ente, secondo logiche “inusuali” di qualche dirigente. Formulazione di reale organigramma con adeguata impostazione di dotazione organica dell’Ente, da varare, dopo un adeguato confronto sindacale e, non dopo, la pubblicazione sull’albo pretorio, affinchè, si possa dare, fattivo contributo nell’individuare le “vere ed effettive” carenze della macchina organizzativa dell’Ente”. E poi: “Nonostante siano trascorsi ormai oltre due anni dalla nascita del nuovo comune, ad oggi, non è avvenuta la costituzione del comitato unico di garanzia, per come prevede la legge. Organismo molto importante per ciò che concerne le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”.

“Mancata riqualificazione del personale, alla luce delle innovate procedure, ad oggi, non si conosce “volontà e tempi” . Dipendenti che lavorano part-time a (18 ore settimanali), per i quali vi è la necessità di passare full-time, tenuto conto, che il loro parziale utilizzo, penalizza fortemente la normale erogazione dei servizi. Così come, la problematica riguardante la progressione delle tante unità di categoria A, che di fatto da anni svolgono mansioni superiori”.

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