Corigliano Rossano: operazione Gentleman consegnati tre ordini di carcerazione

Pena definitiva per Antonio Giorgio Florio di 51 anni, Francesco Policastri di 52 anni, Leonardo Policastri di 54 anni #coriglianorossano


Parte della droga sequestrata durante l'operazione

CORIGLIANO ROSSANO – 2 nov. 19 – Condanne definitive nell'ambito del maxiprocesso derivato dall'operazione dei carabinieri denominata “Gentleman”. I carabinieri della Compagnia di Corigliano hanno eseguito tre ordini di carcerazione che sono scattati in virtù delle ultime decisioni prese dalla Corte di Cassazione.

É trascorsa una settima dalla sentenza della Suprema corte per gli imputati coinvolti nell'operazione dell'11 marzo 2015, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dai reparti specializzati della Guardia di Finanza. I provvedimenti sono stati consegnati dai carabinieri della Compagnia, coordinati dal capitano Cesare Calascibetta, a tre coriglianesi: Antonio Giorgio Florio di 51 anni, condannato a 4 anni di reclusione; Francesco Policastri di 52 anni, che deve scontare una pena di 8 anni e otto mesi, e al fratello di quest'ultimo, Leonardo Policastri di 54 anni, condannato a 4 anni. L'ordine di carcerazione è diventato eseguibile in considerazione della sentenza passata in giudicato definitivamente. Molti imputati, nel frattempo, erano tornati in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare oppure erano stati assegnati agli arresti domiciliari. L'ordinanza di carcerazione è stata emessa dalla Procura generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Gli imputati dovranno scontare le pene residue.

Con l'operazione Gentleman l'obiettivo era stato puntato su un'organizzazione criminale dedita ad un ampio traffico intercontinentale di droga che veniva trasferita tra l'Argentina, il Paraguay, la Germania, l'Albania l'Olanda e l’Italia. La droga arrivava infine nei territori di Cassano Jonio e Corigliano Rossano. Come è noto, le investigazioni hanno svelato l’esistenza di una fitta rete di pericolosi narcotrafficanti internazionali in grado di movimentare grossi quantitativi di marijuana dall’Albania verso l’Italia, avvalendosi di vettori marittimi intranei all’organizzazione, nonchè di cocaina ed eroina, mediante l’impiego di automezzi modificati nella struttura al fine di ricavarne appositi vani funzionali all’occultamento. La complessa attività ha consentito di identificare la totalità dei soggetti coinvolti, legati per lo più da “vincoli di sangue” nel rispetto della migliore tradizione ‘ndranghetistica, e di individuare, tra l’altro, i differenti ruoli svolti da ognuno di essi in seno al sodalizio criminoso.

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