Corigliano Rossano città più covid della provincia di Cosenza: l'appello di Corbelli

Il leader di Diritti civili, Franco Corbelli, chiede di rimandare a dopo Pasqua il rientro a scuola, vista la situazione calabrese


CORIGLIANO ROSSANO – 29 gen. 21 - I dati diffusi dall'Asp di Cosenza indicano la città di Corigliano Rossano come il comune della provincia con il maggior numero di casi positivi, sia nel totale che anche nel momento attuale. Una situazione che come è noto ha anche generato un'ordinanza di mini lockdown del sindaco Flavio Stasi. L'ultimo report dell'Azienda sanitaria indica 1518 casi totali, sei cittadini in rianimazione, 23 in ospedale, 883 a domicilio. La notizia della riapertura delle scuole, in questa situazione, ha generato discussioni. E come spesso accade, la popolazione è divisa fra chi ritiene che si debba tornare sui banchi, in presenza, e chi invece vorrebbe mantenere attive le classi virtuali. Ma i contagi si generano anche in altri modi. Bisognerebbe tenere sotto controllo i trasporti, altre situazioni nei posti dove si attende in fila ed anche gli spazi pubblici, come è stato fatto. Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, interviene su quello che definisce “Il clamoroso caso di Corigliano Rossano con quasi 1000 positivi, città blindata, e scuole che riaprono da lunedì.



Corbelli sta sostenendo una campagna che, si legge in una nota, “va avanti da diversi giorni con migliaia di adesioni da ogni parte della Calabria e anche da altre regioni, per la chiusura delle scuole sino a Pasqua, per non mandare – scrive - al massacro studenti e docenti”. Corbelli chiede, a questo proposito, l’intervento del Presidente della Regione, Spirlì, “per – si legge - scongiurare una possibile strage nella città dello Jonio. Mezza Europa ha chiuso le scuole. Lo hanno fatto l’Inghilterra, la Germania, l’Austria, la Danimarca, i Paesi Bassi, il Portogallo, lo sta per fare anche la Francia, dopo la forte impennata dei contagi e i disastri provocati anche dalla riapertura delle scuole - afferma Corbelli -. Anche la stessa Cina (il grande Paese da dove è partita la pandemia e dove oggi pare che il virus sia misteriosamente scomparso!) ha chiuso le scuole sino a marzo. L’Italia, invece, le riapre, nonostante continuano ogni giorno a registrarsi, nel nostro Paese, decine di migliaia di contagi e centinaia di morti”. Ricorda ancora il leader di Diritti civili: “Scienziati autorevoli (Galli, Crisanti, Pregliasco, Lopalco...) sconsigliano la riapertura delle scuole, denunciando la pericolosità legata al rientro in classe e alla movimentazione di milioni di persone”. Corbelli chiede: “che si riveda questo assurdo e folle provvedimento di riapertura delle scuole – scrive - e che tutti gli istituti, ad iniziare da quelli di Corigliano-Rossano, vengano chiusi almeno sino a Pasqua per tenere al sicuro studenti, docenti e tutte le comunità e vedere, nel frattempo, l’evoluzione di questo maledetto virus, come Diritti Civili continua responsabilmente a chiedere con la sua campagna su Fb, minacciando, nel caso dovesse succedere qualcosa, di invocare per i responsabili, di quelli che a tutti gli effetti sarebbero dei crimini contro l’umanità, un Tribunale, non ordinario, ma speciale e militare, come a Norimberga”.



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