Con la pistola si facevano consegnare i tonni. 4 arresti a Cetraro

Operazione "Tonno rosso” della Guardia costiera, Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Paola


CETRARO – 30 gen. 20 - Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni e dai Sostituti procuratori Rossana Esposito e Teresa Valeria Grieco, i militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, nei confronti di quattro persone, indagate per i reati di estorsione aggravata, per aver commesso il fatto in più persone e/o con un’arma, una pistola, e da soggetto sottoposto a misure di prevenzione con provvedimento definitivo.

Si tratta di:

Carmine Piemontese, 35 anni di Cetraro;

Domenico Iorio, 53 anni di Cetraro;

Franco Pinto, 61 anni di Cetraro;

Raffaele Mazzuca, 56 anni, di Cerisano

Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera, hanno consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati, in relazione alle attività di disturbo perpetrate nei confronti di alcune tonnare nelle giornate del 27, 28 e 29 maggio 2018, durante le autorizzate attività di pesca al “tonno rosso”, effettuate nelle acque a ridosso delle coste dell’alto Tirreno cosentino. L’attività di disturbo e intimidazione, posta in essere a bordo di piccole imbarcazioni da diporto, era finalizzata ad ottenere illecitamente, mediante minacce, anche con l'uso di una pistola, una parte del pescato. Le operazioni di servizio, in virtù di molteplici e specifiche chiamate di soccorso degli equipaggi dei vari pescherecci, sono state condotte in stretta sinergia dai militari della: Stazione Navale – Guardia di Finanza di Vibo Valentia; Sezione Aerea – Guardia di Finanza di Lamezia Terme; Compagnia Paola e Tenenza di Cetraro, nonché personale della Guardia Costiera di Cetraro.

Gli elementi acquisiti a seguito degli interventi sono stati sviluppati pianificando una serie di attività di polizia giudiziaria, finalizzate alla ricostruzione delle vicende e all’individuazione degli autori delle estorsioni.

All’esito delle investigazioni, gli autori, du cui due già gravati da provvedimenti della “sorveglianza speciale” in relazione a precedenti condanne definitive per gravi delitti (associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, detenzione illegale di armi e rapina) – sono stati identificati e denunciati per l’estorsione sui tonni, dal peso complessivo di circa 1000 kg.

Agli atti si legge: “... Io ero a centro nave, per dirigere le operazioni, abbiamo notato queste imbarcazioni che ruotavano attorno all’unità e poi si sono avvicinate, ed hanno iniziato a parlare prima con mio padre, e avendo notato che volevano le solite cose, ovvero chiedere dei tonni, abbiamo provato ad allontanarci. Tuttavia due persone sono riuscite a salire a bordo ed è iniziata una discussione, senza contatto fisico, solo verbale,

senza alcuna percossa. Quando ho sentito i due che urlavano verso mio padre, mi sono avvicinato, ma mio padre mi ha rassicurato dicendomi che non era successo nulla. La discussione è proseguita sino a quando

gli abbiamo dato cinque tonni morti e sono andati via. I tonni che abbiamo consegnato avevano un peso complessivo di circa 1000 kg”.

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