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Cetraro, Aieta pronto a dimostrare la sua innocenza. La solidarietà di Corbelli, Diritti civili

L'ex consigliere regionale: «Non ho mai piegato la mia attività politica ad interessi che non fossero legittimi»



CETRARO – 14 gen. 23 - Dopo il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, per Giuseppe Aieta, ex consigliere regionale, in quest'ultimo caso, consigliere comunale di opposizione a Cetraro, è arrivata anche la sospensione dalla carica pubblica. L'ex consigliere regionale Giuseppe Aieta, che si trova in altra regione, come da provvedimento del Gip, si è detto addolorato ed ha diffuso una sua dichiarazione in merito a quanto avvenuto: “Non ho mai piegato la mia attività politica ad interessi che non fossero legittimi – afferma Giuseppe Aieta - e sempre a sostegno dei lavoratori e delle persone deboli. Sempre. La mia esperienza politica è stata costruita sulla base dei principi di giustizia e libertà e non indietreggerò, rispetto a questo, neanche nel momento più doloroso della mia vita. Dimostrerò che la Giustizia esiste e che bisogna avere fiducia senza lasciarsi vincere dalla rassegnazione o, peggio ancora, dall’inferno della mente che esiste veramente.



Ringrazio i tantissimi che in queste ore mi stanno esprimendo la loro vicinanza e incredulità, rassicurando tutti sulla mia serenità d’animo, consapevole di aver fatto pienamente il mio dovere di rappresentante del popolo. Continuerò a conservare il mio stile di vita con la consueta umiltà, moderazione e il doveroso rispetto per le Istituzioni”.

Il capo principale contestato all'ex consigliere regionale Aieta riguarda un presunto voto di scambio legato anche alla struttura della Sateca e quindi alle Terme di Guardia piemontese e Acquappesa. Ovviamente, si tratta della fase preliminare delle indagini e, quindi, Giuseppe Aieta, assistito dall'avvocato di fiducia, Vincenzo Adamo, così come anche gli altri indagati potranno, eventualmente, dimostrare la propria innocenza. Giuseppe Aieta, risulta indagato in qualità di pubblico ufficiale, quale ex consigliere regionale calabrese nella consiliatura 2014 - 2019 e candidato alle elezioni regionali calabresi tenutesi il 26 gennaio 2020.



LA SOLIDARIETA' DI FRANCO CORBELLI

Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, storico, convinto garantista, ha espresso in una nota: “stima, amicizia e solidarietà all’ex consigliere regionale Giuseppe Aieta. Pur, come sempre, nel doveroso rispetto dell’operato della magistratura – scrive Corbelli - esprimo, da vecchio garantista e amico personale, ancora una volta, con forza e convinzione, tutta la mia stima, amicizia, fiducia, solidarietà e vicinanza a Giuseppe Aieta, che considero persona onestissima, un politico simbolo della lotta alla ndrangheta e al malaffare, come ha dimostrato in tutta la sua vita politica e amministrativa, da sindaco di Cetraro e poi da assessore e consigliere provinciale (dove, dai banchi dell’opposizione, per 5 anni, sono stato suo collega) e regionale. Sono assolutamente certo che saprà dimostrare la sua assoluta estraneità rispetto ad una ipotesi di accusa che è esattamente agli antipodi della sua cultura politica e del suo impegno civile e sociale.



Il solo fatto che un politico del suo rigore morale, della sua storia esemplare e di una indiscussa onestà sia raggiunto da una accusa di corruzione provoca tanta incredulità! Arrivare poi addirittura ad emettere un divieto di dimora in Calabria lascia letteralmente sconcertati e sgomenti! Della sua onestà sono assolutamente sicuro – prosegue Franco Corbelli - certo che Aieta è, ripeto, esattamente all’opposto del malaffare che in tutta la sua vita ha sempre fortemente contrastato, anche in situazioni particolarmente delicate e a forte rischio come è stato per i tanti anni che ha ricoperto il ruolo di sindaco di Cetraro.



Ha anche in quel difficile contesto del centro del Tirreno Cosentino, dove, com è noto, ha sempre agito una delle più forti cosche di ‘ndrangheta, ha saputo resistere alle minacce, intimidazioni, difendendo sempre la legalità e il rispetto della legge. Non a caso, infatti, non solo non è mai stato coinvolto in nessuna inchiesta di corruzione e di mafia, ma è stato anzi in alcune occasioni, dalla stessa magistratura, elogiato per il suo coraggio. Per questo oggi non credo minimamente a queste accuse, che ripeto mi lasciano basito e sconcertato. Mi chiedo: con una indagine, di fatto, oramai conclusa e un reato tutto ancora da dimostrare in un regolare processo, che bisogno c’era di questa misura così forte e punitiva nei confronti di Aieta, mandato addirittura fuori dalla Calabria, come se fosse un pericoloso criminale? Mi auguro che il Tribunale del Riesame cancelli subito questo abnorme e, a mio avviso, ingiustificato provvedimento”.



IL SINDACO ERM