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Castrovillari, morte di Edison Malaj: udienza preliminare il 7 ottobre

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Il lavoratore morì il 16 febbraio 2024, schiacciato da una lastra di cemento. La Fillea Cgil Calabria annuncia la costituzione di parte civile accanto alla famiglia e chiede sostegni per i familiari delle vittime sul lavoro

5 ottobre 2026 – 08:35


Castrovillari, caso Edison Malaj: la famiglia attende, udienza il 7 ottobre

È fissata per il 7 ottobre 2026 al Tribunale di Castrovillari l’udienza preliminare per la morte di Edison Malaj, il lavoratore schiacciato da una lastra di cemento il 16 febbraio 2024. Lo comunica la Fillea Cgil Calabria, che denuncia i ripetuti rinvii e annuncia che sarà in aula per costituirsi parte civile accanto ai familiari.

A oltre due anni e mezzo dalla tragedia, il sindacato richiama l’attenzione sull’attesa della famiglia e sulle difficoltà che i parenti delle vittime affrontano nel percorso giudiziario.



La famiglia in attesa di risposte

«Il nostro pensiero va innanzitutto alla famiglia di Edison, che da trenta mesi attende risposte e che in questo lungo tempo ha affrontato il dolore della perdita insieme all’incertezza di un processo che stenta a partire», dichiara Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria.

La moglie del lavoratore, Silvana Malaj, esprime la richiesta della famiglia: «Vogliamo che venga fatta giustizia e che tutti i colpevoli vengano puniti».

Celebre ribadisce la vicinanza del sindacato a Silvana e ai figli Sara e Gabriele, assicurando che l’organizzazione resterà al loro fianco fino al pieno accertamento della verità. Il sostegno ai familiari, spiega, rientra nell’impegno della Fillea nei procedimenti relativi agli infortuni mortali in Calabria e nel resto del Paese.



Gratuito patrocinio, l’appello ai parlamentari calabresi

Nel comunicato, Celebre collega il caso Malaj alla richiesta di introdurre il gratuito patrocinio senza limiti di reddito per i familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro.

Il segretario richiama la proposta di legge presentata a prima firma dall’onorevole Chiara Gribaudo, alla quale attribuisce un sostegno trasversale tra le forze politiche. Riferisce inoltre che, nei giorni scorsi, la Fillea e alcuni familiari delle vittime sono stati ascoltati in audizione dalla Commissione Giustizia.

Da qui l’appello ai parlamentari calabresi affinché contribuiscano all’approvazione della legge entro la fine della legislatura. Per il sindacato, i costi della tutela giudiziaria possono rappresentare un ulteriore peso per le famiglie già colpite da un lutto.

Celebre chiede anche che chi muore sul lavoro venga riconosciuto come vittima del dovere, con sostegni fiscali e previdenziali per i familiari. «Lo Stato ha l’obbligo morale e istituzionale di non abbandonarle», afferma.



Sicurezza nei cantieri: controlli e formazione

Accanto alla richiesta di giustizia, la Fillea pone il tema della prevenzione. «Nei cantieri la sicurezza non può più essere trattata come un costo da tagliare o un mero adempimento burocratico», dichiara Celebre.

Le richieste riguardano il rafforzamento degli organici degli ispettorati del lavoro e delle Asl, una formazione effettiva e continua, il rispetto delle norme sulla movimentazione dei carichi e sull’utilizzo delle attrezzature. Il sindacato sollecita inoltre il contrasto al lavoro irregolare e ai ribassi negli appalti e nei subappalti che possono compromettere la sicurezza.

Il prossimo passaggio giudiziario indicato nel comunicato è l’udienza preliminare del 7 ottobre. La Fillea Cgil Calabria conferma l’intenzione di accompagnare la famiglia Malaj nel percorso verso l’accertamento delle responsabilità.

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