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Carcere: un "Isolamento di fatto” per il detenuto

L'avvocato Francesco Liserre replica sulla vicenda del detenuto di Diamante


DIAMANTE – 30 nov. 19 - L'avvocato Francesco Liserre, nei giorni scorsi, aveva denunciato la condizione di isolamento “di fatto”, non formale, del suo assistito, preannunciando ulteriori ricorsi. Scriveva Liserre: “Sono circa 40 giorni che il mio assistito è letteralmente sigillato in una piccolissima cella senza alcuna possibilità di potervi uscire, ad eccezione dei colloqui con il sottoscritto difensore, per timore delle sicure conseguenze alla propria incolumità, determinate dalla legge carceraria degli altri detenuti, mai codificata, ma sempre vigente ed efficiente, che mal tollera le tipologie delittuose da cd “Codice Rosso”.

Successivamente, Emilio Quintieri, esponente dei radicali, aveva smentito la situazione di isolamento. “In riferimento alle notizie diffuse dal difensore di un detenuto ristretto nella casa circondariale di Paola circa il suo isolamento totale, diurno e notturno, da oltre 40 giorni – scriveva Quintieri - mi corre l’obbligo di precisare che le stesse sono prive di fondamento. Infatti, effettuati gli accertamenti del caso, non risulta che vi sia alcun detenuto isolato nella Casa Circondariale di Paola, anche perché sia la sezione di isolamento che il “Repartino” alla Prima Sezione sono chiuse (quest’ultimo è inagibile in quanto le quattro camere detentive sono state distrutte da alcuni detenuti)”. Immediata e dura la replica dell'avvocato Francesco Liserre. L'avvocato sostiene che Quintieri, non ha alcun titolo “da ogni punto di vista” per intervenire nella questione. Quintieri è noto per i suoi sopralluoghi nelle carceri calabresi, insieme ad esponenti del Parlamento. “Sorprende – scrive Liserre - l’inusitata supponenza di costui, sintomatica di una visione alquanto contorta e frastornata della realtà carceraria che, tra l’altro, dovrebbe aver ben conosciuto, trasmodata in esternazioni assertive e contraddittorie”. A Quintieri, fra l'altro, Liserre spiega: “Io non ho mai parlato di un isolamento imposto e imputabile a chicchessia (tra l’altro non sarebbe stato prevedibile per il titolo di reato in contestazione), bensì ho parlato di un isolamento di fatto che dura da 40 giorni proprio per scongiurare i più che prevedibili attentati a quell’incolumità del detenuto, seriamente compromessa e riconosciuta dallo stesso interlocutore allorquando parla di reati di riprovazione sociale”.

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