Calabria "Zona Rossa": Spirlì chiede il confronto con il Governo

Aggiornato il: nov 17

Il presidente ff della Regione: «Esecutivo ammetta le proprie colpe, no alla riproposizione del commissariamento»

CATANZARO - 6 nov. 20



«Il Governo continua a difendere la più che controversa scelta di dichiarare la Calabria “zona rossa”. Ma, oggi, è altrettanto doveroso ribadire che: se non è stato possibile assumere tutto il personale sanitario necessario; se non sono state utilizzate fino in fondo le risorse economiche disponibili per acquistare le apparecchiature e potenziare il sistema di monitoraggio; se tutto questo è successo, è anche e soprattutto perché i commissari straordinari delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria – nominati dal delegato del Governo – non hanno svolto il loro lavoro correttamente».


Lo afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria,Nino Spirlì.


«Neppure noi, proprio come il ministro della Salute Speranza – continua –, amiamo le polemiche. È tuttavia necessario raccontare le cose per come stanno, sulla scorta di atti formali che fotografano al meglio la verità che stiamo raccontando da giorni. Prima di dire che questa situazione è responsabilità della Regione, dunque, è opportuno che i rappresentanti del Governo interroghino la propria coscienza, facciano un passo indietro e accettino, una volta per tutte, quella che ormai è una certezza: il fallimento della gestione commissariale in Calabria. Quella stessa gestione che l’esecutivo Conte, malgrado una forte opposizione interna, si accinge a riproporre».


«A brevissimo – prosegue il presidente ff della Calabria –, porterò, nelle sedi opportune, tutti i documenti che attestano la verità dei fatti. Allo stesso tempo, assicuro che non consentirò mai che vengano messi in discussione lo sforzo e la professionalità dei medici, degli infermieri e del personale sanitario e amministrativo della regione. Professionisti eccezionali che, nonostante le tante criticità determinate dalle varie strutture commissariali scelte dal Governo, hanno dato – e stanno dando tuttora – il massimo di se stessi per far funzionare l’intero sistema. Li ringrazio uno a uno».


«Sono inoltre certo – conclude il presidente ff – che verrà considerata la disponibilità della Regione a dialogare in maniera costruttiva, e nell’interesse dei calabresi, per individuare un nuovo modello gestionale che non sia in alcun modo sovrapponibile a quello che, da più di 10 anni, ha determinato l’attuale stato di cose. Chiedo pertanto un incontro immediato con il ministro Speranza per risolvere la questione commissariamento, prima che sia troppo tardi».


IL RICORSO CONTRO L'ORDINANZA

«Impugneremo la nuova ordinanza del ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale». Lo afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che annuncia un ricorso contro il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza. «Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti, non hanno prodotto - afferma Spirlì - alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta». «Altre regioni, con dati peggiori dei nostri - spiega ancora il presidente ff della Regione -, sono state inoltre inserite nella zona arancione e hanno evitato - e ne sono felice - la chiusura. Non si comprendono, perciò, i criteri scientifici in base ai quali il Governo ha deciso la “vita” o la “morte” di un territorio. Perché è di questo che si tratta: un nuovo lockdown rischia di annichilire in modo definitivo una regione come la Calabria». «Nessuno nega le ataviche difficoltà del nostro sistema sanitario, ma, in queste ultime settimane, la Regione - attraverso misure differenziate e restrizioni mirate - è riuscita a limitare i danni e a tenere la curva epidemiologica sotto controllo. I dati ufficiali - continua Spirlì - confermano la bontà di questa impostazione: attualmente, i posti di area medica occupati sono il 16%, quelli di terapia intensiva raggiungono invece il 6%. La soglia che dovrebbe far scattare la chiusura è del 30%. È dunque piuttosto arduo comprendere le ragioni che sorreggono l’ordinanza ministeriale». «Il numero complessivo dei contagi e lo stato attuale del nostro servizio sanitario - conclude il massimo rappresentante della Giunta - non possono perciò offrire alcun supporto alla scelta di inserire la Calabria nelle zone rosse del Paese. In virtù di queste premesse, nella consapevolezza di dover difendere a ogni costo una regione e una comunità che hanno già fatto enormi sacrifici, annuncio la volontà della Giunta regionale di presentare ricorso un’ordinanza ingiusta. Il Governo ha deciso di punirci, ma noi non ci pieghiamo».



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