Cadde dalla bicicletta in una buca: in quattro rinviati a giudizio

Federico Feraco morì a 15 anni, il 18 agosto del 2017, a Corigliano in via Nazionale


CORIGLIANO ROSSANO – 19 gen. 20 - Si aprirà un processo per chiarire le cause della tragica morte di Federico Feraco, 15 anni, lo scorso 18 agosto 2017, data del decesso sulla via Nazionale di Corigliano. Il ragazzino che, come si ricorderà, fu vittima di una fatale caduta dalla bicicletta, morì dopo aver battuto violentemente il capo. La causa dell'incidente è da attribuire alla presenza di una buca che, al momento dei fatti, non risultava segnalata. Il Tribunale ha deciso di approfondire il caso per verificare se possano essere riscontrabili delle responsabilità. E sono quattro gli indagati individuati che rispondono, a vario titolo, di vari reati ipotizzati ed anche dell'eventuale accusa di omicidio colposo. Il responsabile dell'ufficio manutenzione del comune, il responsabile unico del procedimento, il direttore dei lavori, il titolare della ditta esecutrice dei lavori sono i quattro indagati rinviati a giudizio. Il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere. Il giudice del Tribunale di Castrovillari, invece, vuole fare chiarezza ed ha deciso di discutere il tragico evento nelle aule del di Giustizia, a partire dal prossimo 6 maggio 2020. La famiglia Feraco si costituirà parte civile e sarà assistita dall'avvocato Pasquale Pastorino, del Foro di Salerno, cassazionista, e presidente dell’associazione “Tutela delle vittime stradali”.

Il ragazzino era in sella ad una bicicletta e le ipotesi fatte al momento dell'incidente erano due: una fatidica caduta con conseguente colpo alla testa, oppure un'auto pirata che lo avrebbe travolto. Inizialmente, era sembrata prevalere quest'ultima ipotesi. Poi invece è stata individuata la buca, quale possibile causa della caduta. Federico Feraco girava in bicicletta, nei pressi della sua abitazione. Appassionato, conferma, chi conosceva il ragazzino. Giunto in via Nazionale, nel centro dello Scalo di Corigliano, la caduta mortale. Erano le 16.00 di quel tragico 18 agosto.

Federico Feraco

In unna lettera per “Ringraziare di cuore tutta la comunità di Corigliano Calabro per la vicinanza manifestata in occasione della tragedia” i familiari sottolineavano la passione per la bici e la “buca maledetta, situata da tanto tempo sotto gli occhi di tutti, proprio sulla centralissima via Nazionale, che non era mai stata riparata e non era neppure segnalata o transennata”. Scrivevano ancora: “La morte tragica e assurda di Federico deve essere un monito per tutti, cittadini e istituzioni, uno stimolo per ottenere strade sicure, specialmente per ciclisti e bambini, senza mai più rischiare di dover perdere la vita semplicemente per un giro in bicicletta nella principale via cittadina, come è successo al nostro ragazzo”.

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