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Buonvicino, servizi sociali: lettera dei cittadini al sindaco

Si chiede di ripristinare l'attività di un'addetta al settore. L'avviso del rallentamento del servizio sulla porta dei locali comunali


BUONVICINO – 20 gen. 20 - Ha generato una serie di proteste il rallentamento dei servizi sociali e lo spostamento di un'applicata dal settore specifico alla scuola. Si tratta di Raffaella Pucci che attualmente è stata sposata con l'incarico di assistente alla persona alla scuola primaria. In due adesso assistono altrettanti bambini alla scuola primaria, mentre nella porta dell'ufficio dei servizi sociali campeggia un cartello nel quale si legge: “Il sindaco e l'amministrazione comunale informano che per esigenze riorganizzative le attività del servizio sociale sono temporaneamente limitate. Per qualsiasi necessità rivolgersi al sindaco”. La questione suona quasi come un “capriccio dell'amministrazione comunale” nei confronti di Raffaella Pucci. Questo, infatti scrivono i firmatari della lettera inviata al sindaco, Angela Barbiero, e al gruppo di minoranza. In tale lettera, innanzitutto, si chiede di voler “reintegrare Raffaella Pucci” e, si legge testualmente, “Abbandonare questo vostro atteggiamento punitivo esclusivamente diretto alla persona”.


La vicenda ha generato qualche problema anche perché probabilmente l'applicata conosceva già da tempo il settore e sapeva come soddisfare le esigenze dei cittadini che adesso si trovano spiazzati dalla decisione, presa già da alcuni mesi, dall'amministrazione comunale. “Siamo tanti cittadini, che, attenti, seguiamo le vicende del nostro paese – si legge nella lettera - ancor più, adesso che la nostra amministrazione comunale sta guidando il paese da oltre quattro mesi, la speranza che i servizi comunali potessero essere migliorati è svanita quasi subito. Ci riferiamo alla riorganizzazione dei servizi sociali che, ad oggi risultano male organizzati senza validi interlocutori e mai pronti e disponibili a soddisfare le nostre esigenze”. I cittadini firmatari della lettera nella quale si chiede la reintegrazione della dipendente scrivono: “Ciò sta creando disagio e sconforto, perché non sappiamo a chi rivolgerci quotidianamente. Non c'è la presenza di persone disposte a risolverci tanti problemi che viviamo quotidianamente anche fuori dal nostro comune”. I firmatari lamentano di non poter più ricevere assistenza nelle proprie abitazioni per piccoli e grandi problemi quotidiani. Alcuni non hanno la possibilità di uscire e quindi hanno bisogno di rifornirsi di farmaci, inviare documenti ed anche fare la spesa per comprare gli alimenti giornalieri. “Ai tanti problemi esposti si aggiunge una carenza di informazione che spesso porta a non poter sfruttare i tanti diritti spettanti a persone che come noi vivono gravi disagi economici e sociali. “Ancora di più i servizi sociali sono distanti da noi, tanto quanti sono i gradini da fare per raggiungere l'ufficio di via Roma presso la sede del Comune dove attualmente è dislocato l'ufficio dei servizi social. Aiutateci a capire come può un anziano salire tutta la gradinata che porta alla sede comunale. Tutto questo in passato non succedeva. Chi ci assisteva in passato era sempre cortese e disponibile. Chiediamo che torni ad assisterci come ha sempre fatto”.

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