Buonvicino, la rievocazione: il masso caduto alla festa di San Ciriaco; 20 dopo, noi c'eravamo
- Matteo Cava

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Il Comune raccoglie testimonianze, fotografie e video per un documentario sulla giornata del 17 settembre 2006. Appuntamento giovedì 10 settembre alle 19 in Piazza XVII Settembre per organizzare il lavoro con i cittadini
8 settembre 2026 - 11:15
di Matteo Cava

Buonvicino torna alla giornata del 17 settembre 2006, quando un masso cadde durante i festeggiamenti in onore di San Ciriaco. In vista del ventesimo anniversario, che ricorre il prossimo 17 settembre 2026, il Comune sta realizzando un breve documentario e invita chi era presente a contribuire alla ricostruzione di quei momenti.
Al centro della rievocazione c’è una tragedia evitata, della quale resta una testimonianza video: il filmato integrale girato da noi poco dopo la caduta del masso, con l’audio originale dell’epoca. Una registrazione che documenta i momenti successivi all’accaduto.
L’appello del Comune a chi era presente
«17 settembre 2006. Tu dov’eri?»: con questa domanda l’amministrazione comunale si rivolge ai cittadini per raccogliere ricordi e materiali utili al documentario.
«Vogliamo ricostruire quella giornata attraverso la memoria dei cittadini di Buonvicino», spiega il Comune nel suo appello.
L’invito è rivolto a chi ha vissuto quei momenti e a chi conserva:
fotografie della giornata;
video e documenti;
ricordi e testimonianze personali da condividere.
L’incontro in Piazza XVII Settembre
Il Comune dà appuntamento giovedì alle ore 19:00, in Piazza XVII Settembre a Buonvicino, per organizzare insieme il documentario. Nell’avviso non è specificata la data completa dell’incontro.
La raccolta dei contributi servirà a ricostruire la giornata attraverso le voci di chi c’era e i materiali conservati a distanza di vent’anni.
L'articolo di giornale dell'epoca
Buonvicino 17 settembre 2006 - In molti hanno invocato il miracolo, per alcuni si è trattato di un segnale proveniente dall’alto, per altri di una punizione: fatto sta che a Buonvicino, nel primo pomeriggio di ieri si è sfiorata la tragedia e non si contano né feriti e né morti per pura casualità. La cronaca, raccontata da un testimone oculare che era affacciato al balcone del centro storico del paese, fa venire la pelle d’oca. A Buonvicino, ieri, era la prima giornata dei festeggiamenti ufficiali per il Patrono, San Ciriaco; un evento che richiama migliaia di persone nel piccolo centro alle spalle Diamante, diversi emigranti tornano nel proprio paese d’origine per devozione al Santo, molti professionisti che abitano nei paesi vicini scelgono di fare le ferie proprio in questi giorni. Il comitato dei festeggiamenti non ha mai deluso i cittadini offrendo spettacoli di grandi artisti, quest’anno era previsto il concerto di Tony Esposito: ora è stato tutto annullato, compresa la festa civile. Intorno alle 14.30 di ieri un rumore sordo ha attirato l’attenzione di alcune persone che dalle proprie abitazioni vedono la rupe con la statua di San Ciriaco a circa 600 metri sul livello del mare.
Un grosso masso, gli esperti parlano di 200 quintali, si è staccato dai piedi della grande statua ed è letteralmente volato per circa 300 metri, evitando il centro abitato, sfiorando strade, alberi e palazzi e finendo la sua corsa a due metri da una bancarella, provocando un buco di quasi mezzo metro sull’asfalto e rimbalzando in avanti dopo essersi innalzato per circa due metri, fermandosi nel centro di piazza Vittoria. Nella bancarella sfiorata dal grosso masso c’erano due persone: una donna, moglie del proprietario, Alessandro Maiolino, ed un uomo; nei pressi, almeno altre dieci persone. Nemmeno un graffio per chi, adesso, si sente miracolato. Immediata la richiesta di soccorsi ai carabinieri della stazione di Diamante, agli ordini del luogotenente Mario Lucia, e ai Vigili del fuoco del Distaccamento di Scalea. Sul posto anche il capitano Mauro Fogliani. L’area a rischio è stata subito transennata e gli uomini della protezione civile di Scalea e di Buonvicino, insieme ai vigili urbani, hanno bloccato il traffico sull’unica strada che porta al centro montano. In serata sul posto sono giunti anche i Vigili del fuoco del gruppo Speleoalpinofluviale, Saf, che insieme ai responsabili della Protezione civile di Scalea e ad alcuni tecnici hanno effettuato i rilievi sulla rupe.
Pare che ci siano almeno due massi di minori dimensioni a rischio caduta e le fondamenta della statua sarebbero piene d’acqua piovana che potrebbe filtrare provocando la spinta di altri spezzoni di roccia. L’area, ha spiegato in serata il sindaco Giuseppe Greco che ha seguito le operazioni insieme ai componenti della maggioranza, è classificata a rischio R-4; significa che le circa 150 persone che vivono nelle abitazioni del centro storico sono a rischio. “Ora mi trovo in un paese isolato – ha detto il sindaco – e da oggi faccio nuovamente appello a chi già avrebbe dovuto prendere decisioni in passato a darsi da fare per risolvere il problema”. L’ultima richiesta di interventi urgenti inviata dall’amministrazione e dai tecnici del comune è del 10 novembre 2004: in base ad una legge specifica si chiedeva il consolidamento del costone e della piazza Vittoria che pare stia scivolando lentamente a valle. In serata a Buonvicino è arrivato anche l’assessore regionale Luigi Incarnato per rendersi conto della situazione insieme all’ingegnere Cairo del Genio civile e all’ingegnere Zinno del dipartimento lavori pubblici.
Nel pomeriggio aveva effettuato un sopralluogo anche l’ingegnere Olivito per i Vigili del fuoco. Fino a tarda ora si è rischiato di dover fare un’ordinanza di sgombero per alcune famiglie. La vicenda di ieri farà discutere molto: c’è già chi si chiede se la statua del Santo debba restare ancora su quella rupe; c’è chi provocatoriamente ritiene che il masso debba restare in piazza come simbolo di una tragedia sfiorata e c’è chi si chiede se il Santo sia adirato perché, caso raro, per il maltempo, la statua non è stata portata in processione alla grotta sottostante. Per le questioni Divine, probabilmente non si possono attendere risposte certe, per quelle terrene bisogna invece darsi da fare per l’incolumità dei cittadini.
Matteo Cava
17 settembre 2006



