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Bonus spesa: comuni in tilt: l'appello di Mimma Iannello, Cgil del Tirreno


Mimma Iannello, responsabile Cgil Tirreno

SCALEA – 31 mar. 20 - Le sedi della Cgil in questi giorni sono tempestate di telefonate. Sono di lavoratori preoccupati per le condizioni di precaria sicurezza sanitaria in cui prestano il loro lavoro ma anche di tante famiglie che alla già precaria condizione di reddito sommano quella legata contingente emergenza sanitaria da coronavirus. Precari, partite Iva, stagionali, attività estive.

Sono famiglie che confidano nelle misure varate dal Governo per fronteggiare le urgenti necessità quotidiane, a partire dall'acquisto di beni alimentari, di farmaci o al pagamento di servizi essenziali come gas e luce. Le prime misure approntate dal Governo saranno di sollievo a quanti potranno utilizzare ammortizzatori sociali o accedere al bonus di 600 euro o chiedere la sospensione di mutui, a beneficiare di più giorni di 104 o fruire di altri benefici che attenuano i danni del fermo di lavori o di attività. In questo momento però sono tante le richieste d'informazione per l'accesso al bonus alimentare. È la misura ultima approntata dal Governo la cui gestione è stata delegata completamente ai Comuni. Sulla questione interviene Mimma Iannello, responsabile della Cgil del Tirreno cosentino.

«Come Cgil avremmo voluto venissero definiti criteri di accesso valide ad ogni latitudine ma così non è e, nella grave assenza di un protoganismo regionale di coordinamento dei Comuni, chiediamo agli stessi che predispongano criteri quanto più uniformi, veloci, obiettivi, equi e trasparenti di accesso ai bonus capaci di selezionare l'effettivo stato di bisogno delle famiglie privilegiando la forma di bonus alla distribuzione diretta di alimenti e, definendo l'entità una tantum per ogni nucleo familiare e per stato di necessità. Ogni Comune, tramite i propri uffici di segretariato sociale, conosce le famiglie bisognose del proprio territorio ma, occorre volgere lo sguardo anche oltre, ai nuovi bisogni, a quanti rimasti all'improvviso senza alcun reddito e per questo non contenuti nella banca dati comunale. Chiediamo – aggiunge Iannello - perciò di dare priorità, attraverso liste a scorrimento dei richiedenti, a quanti sprovvisti di ogni tipo di reddito o contributo a carattere assistenziale (Rdc, PdC, Naspi, Cig, mobilitá, ecc.) e alle famiglie con bambini. Inoltre è necessario che i Comuni, predispongano chiari schemi di domande di accesso in cui il richiedente il bonus autocertifichi, ad ogni effetto e conseguenza di legge, la propria condizionE di bisogno, possibilmente tramite Isee. Serve inoltre che ogni Comune definisca con accortezza l'elenco degli esercizi commerciali dove sarà possibile spendere il bonus privilegiando le attività del Comune di residenza e provviste di Durc. Ci sarà da fare presto perchè il bisogno delle famiglie si va acuendo e non può attendere le burocrazie. Confidiamo – aggiunge Mimma Iannello - perciò nella responsabilità di ogni amministrazione comunale chiamata a governare delicati compiti di ordine pubblico, sicurezza sanitaria e bisogni sociali. È importante per questo allargare alla condivisione delle scelte i soggetti della rappresentanza sociale che filtrano quotidianamente problematiche inedite di emergenza sociale».

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