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Bonifati, droga nei casolari: ai domiciliari padre e figlio

Per Giovanni e Carmine Sangregorio, arresto convalidato #bonifati


La droga rinvenuta nei casolari

BONIFATI – 5 nov. 19 - Giustificazioni non credibili, ricostruzione dei fatti in parte ritrattata: il Gip del tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha convalidato l'arresto di Giovanni e Carmine Sangregorio, rispettivamente padre e figlio di 58 e 22 anni, ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di un gran quantitativo di marijuana, trattato in una sorta di laboratorio “a conduzione familiare”. I due bonifatesi sono stati posti ai domiciliari, al termine dell'udienza di convalida, avvenuta alla presenza degli avvocati difensori: Giuseppe Bruno, Armando Sabato, e Ivana Antonella De Angelis. Il Gip non avrebbe creduto alle versioni fornite, in parte ritrattate, sulla disponibilità dello stupefacente e dei luoghi in cui è stato rinvenuto dai carabinieri della locale Stazione coordinati dal comandante della compagnia di Scalea, Andrea Massari. I militari hanno recuperato un gran quantitativo di sostanza stupefacente: in un appartamento 218 rami di canapa indiana di circa 50 cm; marijuana del peso di 170 grammi e 195 grammi in due secchi di plastica; nei casolari, a circa 15 metri dall'appartamento, in un sacco di nylon 2,3 Kg e 3,5 Kg di canapa indiana; in un altro casolare sono state rinvenute 280 piante di canapa, poste ad essiccare, e un residuo di canapa per 6,2 Kg; in un altro casolare, ancora, è stato rinvenuto un fascio di canapa di 65 rami. I militari avrebbero individuato i due indagati mentre uscivano dall'appartamento e successivamente mentre tornavano sui luoghi dove è stato rinvenuto il gran quantitativo di stupefacente. Uno degli indagati avrebbe recuperato le chiavi dell'appartamento dove è stato rinvenuto il laboratorio nascoste sotto ad una pietra. In uno dei casolari, oltre allo stupefacente è stata trovata anche una stufa a gas, accesa, per facilitare il processo di essiccamento. Secondo quanto si è appreso Carmine Sangregorio avrebbe ammesso di aver operato insieme al padre nell'abitazione di proprietà per curare le piante che però non sarebbero di proprietà degli indagati, ma di altre persone sconosciute. La decisione del Gip di convalidare gli arresti è legata al fatto che sussisterebbero i gravi indizi di colpevolezza a carico dei due con la sussistenza di un quadro indiziario di assoluta gravità, compreso il sequestro, nell'immediatezza, di un elevato quantitativo di sostanza stupefacente. Insomma, secondo il Gip, gli indagati avrebbero fornito giustificazioni non ritenute credibili.

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