Belvedere, omicidio Dimova: si attende la decisione del tribunale della libertà per il 32enne

Aggiornato il: ott 13

L'avvocato Grimaldi ha presentato ricorso per ottenere una misura cautelare meno afflittiva rispetto al carcere dove A.R. è ristretto in stato di fermo quale presunto autore dell'omicidio della bulgara Aneliya Dimova


BELVEDERE – 7 ott. 20 - Si attende la decisione del Tribunale di Catanzaro che ha esaminato il ricorso relativo alla custodia cautelare in carcere decisa per il presunto assassino della 55enne bulgara, Aneliya Dimova. A.R., 32 anni, è in carcere dallo scorso 18 settembre. Sul giovane belvederese grava la pesante accusa di essere l'autore materiale dell'omicidio, avvenuto “per futili motivi” con l'uso di un “arma”, una bottiglia di whisky che ha fracassato il cranio alla vittima. Attualmente, il 32enne è in stato di fermo, gli investigatori hanno raccolto diversi elementi che sono stati ritenuti dal Gip gravi indizi di colpevolezza e che, quindi hanno generato la custodia cautelare in carcere. Il giovane 32enne, assistito dall'avvocato di fiducia Alberto Grimaldi, ha presentato ricorso al tribunale del riesame. I giudici si sono riservati di decidere in merito. L'avvocato Grimaldi ha contestato, fra l'altro, formalmente la carenza di presupposti per gli indizi. Non tutti, secondo il il legale, si esprimono in termini di identità.



Come è noto, ci sono tracce che per gli investigatori sono inequivocabili. Le impronte digitali recuperate in una percentuale tale che la giurisprudenza colloca come prove. Le riprese di alcune telecamere di videosorveglianza su piazza Amellino, nel centro storico di Belvedere, dove abitava la vittima; i riscontri con i tabulati telefonici; la vendita di anelli riconducibili alla vittima a due “compro oro”. Nei giorni scorsi, come si ricorderà sono stati programmati gli accertamenti tecnici irripetibili con la nomina dei consulenti tecnici che dovranno analizzare il materiale messo a disposizione. Le ipotesi di reato sono pesanti: il giovane è accusato di essersi introdotto nell'abitazione di Aneliya Dimova, in piazza Amellino, “al fine di procurarsi un ingiusto profitto”, con violenza; si ritiene che abbia colpito il capo della donna con una bottiglia di whisky Chivas regal. Sarebbe stato rilevato del sangue alla base e un'impronta che potrebbe essere compatibile con quella dell'indagato. L'assassino in quella notte violenta, ha stretto una federa di cuscino attorno alla bocca della vittima, assicurata con l'utilizzo di nastro adesivo. In quel frangente sarebbe stata prelevata anche la fede che la vittima portava al dito. Oggetto, come è noto, è risultato successivamente rivenduto ad un compro oro.

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