Belvedere Marittimo, Futura boccia il rendiconto 2025: «Troppe scelte strategiche mancate»
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Il gruppo consiliare contesta l’azione amministrativa su Piano strutturale comunale, organizzazione degli uffici, taglio degli alberi in via Fortunato e rilancio del centro storico. Greco, Martucci e Perrone: «Giudizio nettamente negativo».

Futura Belvedere Marittimo esprime un giudizio negativo sul rendiconto della gestione 2025 del Comune di Belvedere Marittimo. Nel corso della discussione consiliare, il gruppo ha contestato all’amministrazione comunale il mancato avanzamento di alcuni obiettivi indicati nelle linee programmatiche di mandato, dal Piano Strutturale Comunale al rilancio del centro storico, fino all’organizzazione della macchina amministrativa.
La posizione è contenuta nell’intervento firmato da Eugenio Greco, Giovanni Martucci e Filippo Perrone, che leggono il rendiconto non soltanto come documento contabile, ma come bilancio politico dell’azione amministrativa.
Secondo Futura, a pochi mesi dalla conclusione del mandato, il documento finanziario racconta soprattutto «le occasioni perdute, gli impegni assunti e non mantenuti, le scelte che non sono state compiute».
Il giudizio politico sul rendiconto 2025
Il gruppo richiama una recente dichiarazione del sindaco: «Abbiamo idee diverse, ideologie politiche differenti, vedute contrastanti, ma, nel rispetto dei ruoli, dobbiamo essere accomunati da un solo dogma: la nostra città prima di ogni cosa».
Una frase che Futura dice di condividere, ricordando che proprio questa impostazione aveva portato il gruppo ad aderire al “Progetto Belvedere”. La critica, però, è netta: secondo i firmatari, «questa amministrazione, nei fatti, non ha messo la città prima di ogni cosa».
Nel mirino finiscono le promesse contenute nelle linee programmatiche di mandato. Molte, secondo Futura, sarebbero rimaste «sulla carta» e rischiano di non trovare attuazione entro la fine della consiliatura.
Piano Strutturale Comunale, perché Futura parla di occasione mancata?
Il primo nodo indicato dal gruppo è il Piano Strutturale Comunale. Nelle linee programmatiche, ricorda Futura, l’approvazione del PSC veniva definita «obiettivo primario di questa Amministrazione» e si prevedeva di procedere «in tempi brevi» alla discussione del Documento preliminare e all’avvio dell’iter verso l’approvazione definitiva.
Secondo il gruppo, però, a quattro anni dall’insediamento l’iter sarebbe ancora fermo. Futura sottolinea che il gruppo di progettazione incaricato avrebbe depositato il Documento preliminare già il 28 dicembre 2023, rendendolo disponibile per l’adozione da parte della Giunta e il successivo passaggio in Consiglio comunale.
«La verità è che sul PSC è mancata la volontà politica», affermano Greco, Martucci e Perrone.
Per Futura, il Piano Strutturale non è un semplice atto urbanistico, ma lo strumento chiamato a definire il modello di sviluppo della città: dove costruire, quali aree tutelare, come proteggere paesaggio, ambiente e zone fragili, come attrarre investimenti in modo ordinato e sostenibile.
Alberi in via Fortunato, contestati i tempi dell’intervento
Nel documento viene richiamato anche il taglio degli alberi in via Fortunato. Futura precisa di non mettere in discussione l’esistenza di una relazione tecnica né eventuali valutazioni agronomiche alla base dell’intervento. La critica riguarda però l’opportunità politica e temporale della scelta.
Il gruppo contesta il fatto che l’intervento sia stato avviato alla fine di giugno, nel pieno della stagione estiva, con temperature elevate e nel periodo in cui diverse specie di avifauna nidificano.
«La politica non può limitarsi a nascondersi dietro una perizia», si legge nell’intervento. Per Futura, anche quando un intervento è necessario, l’amministrazione dovrebbe interrogarsi su «quando e come sia più opportuno farlo», valutando impatto ambientale, clima urbano e qualità della vita.
Uffici comunali e Segretario, il nodo della macchina amministrativa
Un altro capitolo riguarda l’organizzazione interna del Comune. Futura sostiene che negli ultimi anni pensionamenti di dipendenti e funzionari abbiano contribuito allo svuotamento degli uffici comunali.
Particolare attenzione viene posta sulla figura del Segretario comunale, definito non come una presenza meramente burocratica, ma come garante della legalità amministrativa, raccordo tra organi politici e struttura gestionale, figura terza e imparziale.
Secondo il gruppo, Belvedere Marittimo, città di quasi diecimila abitanti, non può accontentarsi di una presenza limitata agli adempimenti indispensabili, ma avrebbe bisogno di una guida amministrativa stabile e pienamente operativa.
La critica si estende anche all’Ufficio Tecnico, considerato settore strategico per urbanistica, opere pubbliche e gestione dei finanziamenti. Futura ricorda che, dopo un concorso per un posto di funzionario tecnico, il vincitore avrebbe ottenuto il trasferimento presso un altro ente. A quel punto, secondo il gruppo, sarebbe stato naturale procedere allo scorrimento della graduatoria.
La scelta di non farlo viene giudicata «incomprensibile sotto il profilo dell’interesse pubblico», soprattutto alla luce della carenza di personale qualificato.
Centro storico, quali promesse sono rimaste incompiute?
Il terzo fronte politico è il centro storico. Nelle linee programmatiche, ricorda Futura, il borgo antico veniva indicato come uno degli assi strategici dell’azione amministrativa, con riferimenti al rilancio, alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale, al recupero del Castello Aragonese, a nuovi parcheggi e a iniziative capaci di restituire centralità al cuore della città.
Secondo Greco, Martucci e Perrone, però, «nulla o quasi è stato realizzato» rispetto a quelle previsioni.
Il centro storico, sostiene Futura, continua a soffrire difficoltà di accesso, spopolamento, assenza di servizi adeguati e scarsa attrattività per nuove attività economiche. Gli eventi, pur apprezzabili, non possono sostituire una strategia strutturale.
«Il Centro Storico non ha bisogno soltanto di essere animato per qualche giorno all’anno; ha bisogno di essere vissuto ogni giorno dell’anno», afferma il gruppo.
Nel documento viene richiamato anche il capitolo di bilancio 2015/0, pari a 10mila euro, destinato annualmente al centro storico. Futura riconosce che l’amministrazione abbia accolto la sollecitazione a utilizzare quelle risorse, ma contesta la natura degli interventi, ritenuti in parte temporanei, come le composizioni floreali destinate ad avere durata limitata nei mesi estivi.
«Il Centro Storico non ha bisogno di interventi effimeri. Ha bisogno di una strategia», si legge nella nota.
La conclusione di Futura
Il giudizio finale sul rendiconto è dunque politico oltre che amministrativo. Per Futura, il documento non può essere valutato solo per ciò che è stato speso, ma soprattutto per ciò che non è stato fatto.
«Per queste ragioni il nostro giudizio sul rendiconto che oggi discutiamo non può essere favorevole perché mancano troppe delle scelte strategiche che erano state promesse ai cittadini», concludono i firmatari. «E sotto questo profilo il giudizio che esprimiamo è nettamente negativo».











