Belvedere Marittimo: “Clinica malata”, in libertà Fabrizio Rosano Tricarico. Decisione del Riesame

BELVEDERE – 23 giu. 20 - A distanza di 18 giorni dall'operazione della Guardia di finanza, denominata “Clinica Malata”, si registra il primo provvedimento di remissione in libertà. Riguarda il più giovane del gruppo. Fabrizio Rosano Tricarico, 27 anni, figlio di Ciro Tricarico e nipote di Pasquale Tricarico, questi ultimi due indagati nella stessa operazione e posti ai domiciliari lo scorso 13 giugno. La decisione è del tribunale del Riesame di Catanzaro, in composizione collegiale, su richiesta degli avvocati di fiducia del giovane responsabile della clinica, Franco e Paolo Sammarco. Il tribunale ha disposto l'immediata remissione in libertà di Fabrizio Rosano Tricarico. Al giovane, il tribunale di Paola contesta diversi reati: fra gli altri, anche l'associazione per delinquere; la bancarotta fraudolenta con la contestazione delle aggravanti per diversi capi.

I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Cosenza, lo scorso 4 giugno, avevano dato esecuzione all'ordinanza del Gip del Tribunale di Paola Rosamaria Mesiti, datata 26 maggio. I finanzieri in quella occasione hanno eseguito le 3 misure cautelari personali e sequestri preventivi, sia in forma diretta che per equivalente, per circa 7 milioni di euro nei confronti di quattro persone ritenuti componenti “di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta e fiscali”. Le indagini, complesse, sono state dirette dal procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, e dai sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito.



L’attività investigativa riguarda le società che hanno di fatto gestito la casa di cura Rosano Tricarico, alla marina di Belvedere e che hanno portato al fallimento, nei mesi di luglio 2018 e settembre 2019, dell’istituto Ninetta Rosano e della casa di cura Tricarico Rosano di Belvedere. Sono stati analizzati i dati contabili delle società per la gestione in continuità della CTR Srl da parte dei Tricarico nel periodo 2011-2018 che avrebbero permesso di portare fuori dalle casse societarie “sotto diverse forme” svariati milioni di euro determinando un aggravamento della situazione debitoria della INR Srl che è passata per lo stesso periodo da un dato negativo di 56milioni di euro a meno 97 milioni, oltre al determinarsi di una grave situazione debitoria della CTR per poco più di 22milioni di euro. Da qui, le ipotesi dell'accusa di una vera e propria “associazione per delinquere”, costituita da 4 persone legate da vincoli di parentela, i quali, per il tramite di sistematiche operazioni distrattive, hanno determinato un progressivo ma inarrestabile depauperamento dell’attivo patrimoniale delle 2 società, con grave danno per l’Erario e per i creditori sociali.

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