• miocomune.tv

Belvedere, il Riesame per Ciro Tricarico: cade l'associazione, confermati gli arresti domiciliari

BELVEDERE – 26 giu. 20 - Il castello accusatorio, costruito dalla Procura di Paola per l'operazione denominata “Clinica malata”, sembra reggere, almeno nelle “strutture” portanti, anche dal punto di vista del tribunale del “Riesame” che ieri ha reso nota la decisione in merito al ricorso presentato dai legali di fiducia di Ciro Rosano Tricarico, 63 anni, principale indagato, insieme al fratello Pasquale, nell'inchiesta della Guardia di finanza denominata “Clinica malata”.

La Procura di Paola, con a capo il procuratore Pierpaolo Bruni, ha ipotizzato, come è noto, una serie di reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta ad altre contestazioni di natura fiscale. Il tribunale di Catanzaro, seconda sezione penale, in riferimento all'ordinanza del Gip, dello scorso 26 maggio, ha accolto parzialmente la richiesta dei legali di Ciro Rosano Tricarico, annullando l'ordinanza in riferimento alla contestazione del capo A, il reato di “associazione per delinquere” che si era già, di fatto, indebolito con la remissione in libertà del figlio di Ciro Tricarico, Fabrizio. L'ordinanza viene però confermata “in ogni altra parte”, quindi per gli altri dodici capi contestati dalla procura di Paola. Viene confermata, per Ciro Tricarico, anche la misura cautelare in atto, gli arresti domiciliari. Entro i prossimi 45 giorni saranno pubblicate le motivazioni della decisione del tribunale di Catanzaro, seconda sezione penale. Come è noto, subito dopo l'operazione della Guardia di finanza, era stata applicata la misura degli arresti per entrambi i fratelli; decisione sostituita con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. L'associazione per delinquere, invece, era stata contestata tenendo conto di quanto dettato dalla Cassazione per la quale: “è sufficiente – si legge agli atti - la presenza di almeno tre persone e non è necessario né un numero notevole di persone, né una distinzione precisa di ruoli tra le stesse; nelle associazioni con un modesto organigramma è, però, indispensabile il vincolo continuativo, scaturente dalla consapevolezza di ciascun associato di far parte del sodalizio criminale e di partecipare con il proprio contributo causale alla realizzazione di un programma criminale duraturo per la realizzazione del quale è stata predisposta la struttura con i mezzi necessari al raggiungimento degli scopi illeciti”. Per il tribunale di Catanzaro, restano in piedi, quindi, gli altri capi di imputazione che si riferiscono alla situazione finanziaria della casa di cura; viene contestata, come è noto, la bancarotta fraudolenta perché gli indagati, nelle rispettive qualità, avrebbero proceduto “alla distrazione di tutti i beni costituenti il compendio aziendale dei conseguenti utili e flussi finanziari attivi facenti capo alla società Istituto Ninetta Rosano Srl e derivanti dall'accreditamento per le prestazioni sanitarie, rilasciato dal Servizio sanitario regionale”. Viene contestata, fra l'altro, la costituzione, nel 2009, della Srl “Casa di cura Tricarico Rosano” , operativa dal 2011, “facente capo al medesimo nucleo familiare” si legge, “priva di consistenza patrimoniale e finanziaria idonea a gestire l'azienda (con capitale sociale di 20mila euro) al solo scopo di stipulare con la stessa, in assenza di idonee e valide garanzie prestate dall'affittuario all'affittante, un contratto simulato”. Ipotesi formulate, insieme ad altre, dalla Procura paolana che, eventualmente, dovranno essere dimostrate nelle aule di giustizia.

0 visualizzazioni
  • Pagina Facebook miocomune
  • miocomune
  • Youtube miocomune
  • Instagram miocomune
  • LinkedIn
Iscriviti alle Newsletter
Segnalazioni e info
contatto mail: miocomune@gmail.com

Copyright © Miocomune. Tutti i diritti riservati. - quotidiano on line (Reg. inf. 01/2012, Trib. Paola)