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Belvedere, il consiglio comunale vota il dissesto finanziario dell'ente

Votano contro i consiglieri della minoranza e Vincenzo Spinelli #belvederemarittimo


Il sindaco Vincenzo Cascini

BELVEDERE – 31 ott. 19 - Il consiglio comunale ha votato a maggioranza per il dissesto finanziario del comune di Belvedere Marittimo. Si è registrato come era plausibile il voto contrario dei consiglieri di minoranza e del consigliere Vincenzo Spinelli. Quest'ultimo, appartenente, insieme ad altri, alla precedente maggioranza del sindaco Granata ha difeso la “politica” finanziaria degli anni precedenti. Così come l'aveva difesa anche l'ex sindaco Granata per il quale non sarebbe stato necessario arrivare al dissesto perché bisognava proseguire con una amministrazione più rigida per poter attuare la politica del risparmio. La decisione arriva dopo un po' di mesi. Il precedente consiglio aveva subito un rinvio della discussione. Come spesso viene ricordato, il primo effetto, quello che riguarderà più da vicino i cittadini sarà l'aumento al massimo delle aliquote di tributi e tasse. Ma gli effetti del dissesto saranno presto visibili sull'intera politica finanziaria dell'ente, anche sull'organizzazione di semplici eventi che dovranno dar conto alla politica restrittiva votata dal consiglio comunale.

L'iniziativa della nuova amministrazione comunale del sindaco Vincenzo Cascini ha diviso la popolazione, fra chi ritiene che l'intervento darà nel futuro maggiori possibilità di sviluppo e chi, invece, sostiene che si potessero seguire strade alternative per contenere il default. Ma come si dice in questi casi: la matematica non è un'opinione. Bisogna far quadrare i conti e qualche decisione va presa. Ora, secondo il partito democratico cittadino: “Le conseguenze che ne derivano per la comunità impongono una seria ed adeguata riflessione sulle possibilità di risanamento ed è più che mai opportuno e corretto soffermarsi sulle responsabilità politiche delle amministrazioni che hanno generato il default”. Secondo il Pd locale è anche importante individuare la causa del dissesto. C'è anche chi ricorda, però, che le difficoltà economiche sono in tutti i comuni. “Oggi – scrive il Pd - in consiglio comunale esiste una maggioranza formata anche da componenti delle passate amministrazioni, che saranno chiamati a decidere rispetto alla dichiarazione di dissesto. Saranno evidenti le responsabilità e le incapacità di gestire la macchina comunale: chi ha creato il buco di bilancio? Davvero solo coloro che non hanno versato le tasse all'Ente? Ci sono evidenti e precedenti responsabilità che la cittadinanza deve conoscere, deve approfondire perché è la comunità che dovrà, a proprie spese, risanare i debiti. Il Partito Democratico di Belvedere Marittimo ritiene indispensabile una chiara ed inequivocabile relazione politica sulla questione, specie da parte di chi ha assunto la delega nella passata amministrazione, senza giri di parole, ma con una consapevole ammissione di colpa”. L'ex sindaco Granata, chi segue la politica locale lo ricorderà, aveva presentato un lungo documento, nel quale indicava possibili strade alternative e dava una lettura diversa dei numeri. Il Pd ha una sua posizione: “Noi pensiamo che la dichiarazione di dissesto non sia inevitabile e che l'amministrazione comunale, non appena consapevole dello stato catastrofico del bilancio, immaginiamo informata dagli assessori e consiglieri del precedente decennio, avrebbe dovuto informare la cittadinanza, tutte le forze politiche e sociali, i gruppi consiliari con i quali verificare la possibilità di optare per il predissesto: ce ne sono a nostro avviso le condizioni ed è uno strumento di minore impatto che consente di superare alcuni limiti degli ordinari strumenti di ripristino degli equilibri (come, ad esempio, il divieto di coprire con alienazioni patrimoniali il disavanzo di parte corrente). Si preferisce, invece, delegare, come avverrà con la dichiarazione di dissesto, la gestione del disavanzo a commissari e consulenti esterni, i cui onorari e rimborsi spese graveranno sulle finanze comunali. L'Amministrazione comunale e il sindaco, che pure si è presentato in campagna elettorale dall'alto della sua indubbia esperienza manageriale, ponendo fine a gestioni economiche dissennate, avrebbero potuto presentare un Piano di risanamento alla Corte dei conti, attingendo al Fondo statale di rotazione”.

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