Belvedere, Clinica malata: misure per i Tricarico, 2 in carcere 1 ai domiciliari. 13 capi contestati

Aggiornato il: 1 dic 2020


L'APPROFONDIMENTO

BELVEDERE MARITTIMO - 5 giu. 20 – L'hanno chiamata “Clinica malata”. L'operazione compiuta dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Cosenza, coordinata dal colonnello Danilo Nastasi, ha inteso certificare l'esistenza di una “malattia” che è partita da lontano, già da qualche anno fa. E la clinica di Belvedere Marittimo, gestita dalla famiglia Rosano Tricarico, è stata più volte posta all'attenzione della Guardia di finanza per una esposizione che ha raggiunto i 97 milioni di euro. E così, ieri, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno eseguito 3 misure cautelari personali e sequestri preventivi, sia in forma diretta che per equivalente, per circa 7 milioni di euro nei confronti di 4 indagati tutti legati da parentela. Si ipotizza un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta e fiscali. Agli Arresti sono finiti: Ciro Rosano Tricarico, 63 anni, ed il fratello Pasquale Rosano Tricarico, 70 anni, entrambi di Belvedere Marittimo; per Fabrizio Rosano Tricarico, 27 anni, figlio di Ciro Tricarico, sono stati disposti gli arresti domiciliari con la prescrizione di non allontanarsi dal luogo di detenzione senza autorizzazione e di non intrattenere comunicazioni, anche telefoniche e telematiche con persone diverse da quelle che coabitano con lui. Le misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, nell’ambito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Paola, nella persona del Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni e dei sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito. E' stato disposto anche il sequestro preventivo di somme di denaro in contante e di altre disponibilità finanziarie direttamente riferibili o riconducibili a ciascun indagato. La somma calcolata è di 6 milioni e 385mila euro, riferita all'ammontare delle presunte distrazioni e dei profitti dei singoli reati. Disposto anche il sequestro preventivo sui rapporti finanziari intestati o cointestati agli indagati Ciro e Pasquale Tricarico per 140mila euro al primo e 250mila al secondo.

La storia ripercorsa nell'attività di indagine punta a far luce sulle dinamiche che hanno generato la “clinica malata” ed hanno portato al fallimento, nei mesi di luglio 2018 e settembre 2019, dell’Istituto Ninetta Rosano S.r.l. e della Casa di Cura Tricarico Rosano S.r.l. attraverso le quali era stata nel tempo gestita l’omonima casa di cura privata operante nel Tirreno cosentino. Sono stati analizzati i dati contabili delle società per la gestione in continuità della CTR Srl da parte dei Tricarico nel periodo 2011-2018 che avrebbero permesso di portare fuori dalle casse societarie “sotto diverse forme” svariati milioni di euro determinando un aggravamento della situazione debitoria della INR Srl che è passata per lo stesso periodo da 56milioni di euro a 97 milioni, oltre al determinarsi di una grave situazione debitoria della CTR per poco più di 22milioni di euro. Da qui, le ipotesi dell'accusa di una vera e propria “associazione per delinquere”, costituita da 4 persone legate da vincoli di parentela, i quali, per il tramite di sistematiche operazioni distrattive, hanno determinato un progressivo ma inarrestabile depauperamento dell’attivo patrimoniale delle 2 società, con grave danno per l’Erario e per i creditori sociali. E' stato sottolineato come sia stato possibile ricostruire, anche grazie alla collaborazione dell’Unità di Informazione Finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, “plurime condotte distrattive perpetrate mediante contratti di affitto di ramo d’azienda simulati, cui non conseguiva il pagamento dei relativi canoni, copiose uscite di denaro dalle casse delle società per finalità estranee all’attività d’impresa, tra cui sono annoverati anche bonifici verso società estere, nella piena disponibilità degli indagati, ed utilizzati anche per il pagamento di canoni di noleggio di imbarcazioni di lusso”.

TREDICI CAPI DI IMPUTAZIONE

BELVEDERE – 5 GIU. 20 - Sono almeno tredici gli episodi contestati ai quattro indagati, oltre ai tre citati, risulta essere indagata anche C.R. di 91 anni, legale rappresentante della società dal 1984 al 2018. I quattro indagati, secondo l'accusa, nei rispettivi ruoli, avrebbero distratto tutti i beni del compendio aziendale, gli utili e i flussi finanziari attivi e derivanti dall'accreditamento per le prestazioni sanitarie rilasciato dal servizio sanitario regionale. La società costituita nel 2009 e operativa dal 2011, sarebbe stata priva di consistenza patrimoniale, con un basso capitale sociale, “al solo scopo di stipulare con la stessa, in assenza di idonee e valide garanzie prestate dall'affittuario (Ctr Arl) all'affittante (Inr Srl), un contratto simulato che prevedeva, in frode alle ragioni dei creditori di Inr Srl, l'affitto dell'azienda costituita dal complesso dei beni organizzati per l'esercizio dell'attività di casa cura privata ad una canone, pari a 500mila euro annui”, ritenuto, “non congruo rispetto al valore dell'azienda affittata pari a 46 milioni di euro”. Cifra insufficiente a coprire gli oneri finanziari e gli altri costi, in assenza di qualsivoglia garanzia di un ripiano della situazione debitoria. Vengono contestate le aggravanti di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso più fatti di bancarotta fraudolenta. Viene contestato agli indagati anche il fatto di aver sottratto, distrutto, falsificato, in tutto o in parte, i libri e le altre scritture contabili per non favorire la ricostruzione del patrimonio aziendale e del movimento degli affari. Gli indagati non avrebbero consegnato la contabilità commerciale, fiscale e bancaria, i libri sociali e la documentazione aziendale della Inr Srl al Ctu nominato dal tribunale di Paola per la procedura fallimentare

LA NOTIZIA DEL GIORNO DELL'OPERAZIONE

BELVEDERE MARITTIMO - 4 giu. 20 - I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno eseguito 3 misure cautelari personali e sequestri preventivi, sia in forma diretta che per equivalente, per circa 7 milioni di euro nei confronti di 4 soggetti, facenti parte, secondo l'accusa, di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta e fiscali.

Le misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale di Paola Rosamaria Mesiti, nell’ambito delle indagini dirette dallaa Procura della Repubblica di Paola, nella persona del Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni e dei sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito.

Un lavoro lungo e certosino, quello degli uomini del colonnello Danilo Nastasi che ha portato all'emissione di tre misure cautelari, due in carcere e una ai domiciliari.

GLI ARRESTATI

Ciro e Pasquale Rosano Tricarico sono stati rinchiusi in carcere, mentre Fabrizio Rosano Tricarico, è stato sottoposto alla misura dei domiciliari.


Il Procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni
Il Procuratore Pierpaolo Bruni

L'ATTIVITA'

L’attività denominata “Clinica malata” ha consentito di far luce sulle dinamiche che hanno portato al fallimento, nei mesi di luglio 2018 e settembre 2019, dell’Istituto Ninetta Rosano S.r.l. e della Casa di Cura Tricarico Rosano S.r.l. attraverso le quali era stata nel tempo gestita l’omonima casa di cura privata operante nel Tirreno cosentino.

Le investigazioni, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Cosenza, hanno disvelato, secondo l'accusa formulata, l’esistenza di un’associazione per delinquere, costituita da 4 persone legate da vincoli di parentela, i quali, per il tramite di sistematiche operazioni distrattive, hanno determinato un progressivo ma inarrestabile depauperamento dell’attivo patrimoniale delle 2 società, con grave danno per l’Erario nonché per i creditori sociali.

ESPOSIZIONE DEBITORIA DI 100 MILIONI DI EURO

In particolare, le indagini hanno consentito di smascherare gli artifici contabili e societari posti in essere dagli associati per assicurarsi la gestione della Casa di Cura nonostante un’esposizione debitoria complessiva superiore ai 100 milioni di euro.

Nel dettaglio, sono state ricostruite, anche grazie alla collaborazione dell’Unità di Informazione Finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, plurime condotte distrattive perpetrate mediante contratti di affitto di ramo d’azienda simulati, cui non conseguiva il pagamento dei relativi canoni, copiose uscite di denaro dalle casse delle società per finalità estranee all’attività d’impresa, tra cui sono annoverati anche bonifici verso società estere, nella piena disponibilità degli odierni indagati, ed utilizzati anche per il pagamento di canoni di noleggio di imbarcazioni di lusso.

L’asservimento delle società deputate alla gestione della Clinica al soddisfacimento degli interessi personali dei componenti il sodalizio, è stato reso evidente anche dal pagamento di compensi, distrazioni dalla cassa contante, pagamenti di spese personali, prelevamento di assegni, per un ammontare complessivo pari a circa 7 milioni di euro.

REATI SULL'OMESSA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

È stata, inoltre, accertata da parte di 2 indagati la commissioni di reati fiscali in conseguenza dell’omessa presentazione delle prescritte dichiarazioni dei redditi

Parallelamente, su richiesta di quest’Ufficio di Procura, il GIP del Tribunale di Paola ha emesso un Decreto di sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, per un ammontare di circa 7 milioni di euro, cui è stata data esecuzione dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Cosenza.

Prosegue l’attività della Procura della Repubblica di Paola volta al contrasto dei reati fallimentari e societari ed alla conseguente aggressione dei patrimoni illeciti, sia a tutela del corretto funzionamento del mercato e degli interessi erariali, che del corretto utilizzo dei fondi pubblici.

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