Belvedere, "Clinica malata”: l'attenzione degli investigatori sulle società e i gravi indizi

BELVEDERE MARITTIMO – 6 giu. 20 - L’attenzione della Guardia di finanza, puntata sulle varie società costituite, per mantenere, nonostante gli alti e bassi dal punto di vista economico, il controllo sulla gestione della casa di cura da parte delle stesse persone, i componenti della famiglia Tricarico.

L’attività di indagine, coordinata dal procuratore capo di Paola, Pierpaolo Bruni, è stata portata avanti per lungo tempo e con meticolosa attenzione ai vari passaggi finanziari, alcuni molto complessi, con riferimenti anche all’estero. Il giorno dopo l’arresto di Ciro Rosano Tricarico, 63 anni, del fratello Pasquale Rosano Tricarico, 70 anni, di Fabrizio Rosano Tricarico, 27 anni, figlio di Ciro Tricarico, quest’ultimo ai domiciliari, nella cittadina dell’alto Tirreno cosentino non si parla d’altro.

Belvedere Marittimo, per lunghi anni è stato e continua ad essere un polo importante della sanità privata. La stessa casa di cura della famiglia Tricarico, con il pronto soccorso, ha sopperito in qualche modo alla scarsa attenzione data dalle istituzioni alle strutture pubbliche, come l’ospedale di Praia a Mare.

Ma, tornando all’attività di indagine posta in essere dal comando provinciale di Cosenza della Guardia di finanza, coordinato dal colonnello Danilo Nastasi, le investigazioni sono andate a fondo a scavare nella situazione contabile e finanziaria delle varie società, per quel che si è potuto anche ricostruire, visto che è emerso pure il fatto che diverse scritture contabili e libri societari sarebbero andati distrutti, tant’è che è stato pure formulato un capo di imputazione su questo aspetto. Le condotte criminose in frode ai creditori sociali sono state ricostruite con un occhio attento alla sequenza della costituzione di società. Il 27.11.2009, era stata costituita una nuova società (C.T.R. s.r.l.), il cui capitale sociale era interamente riconducibile, secondo gli investigatori, ai componenti della famiglia Tricarico. Società che resta inattiva sino a gennaio 2011. E’ il periodo in cui la situazione finanziaria sembra vacillare, infatti la famiglia in quegli anni ha presentato al Tribunale di Paola e all’Agenzia delle Entrate un primo accordo di ristrutturazione del debito finalizzato al risanamento societario di INR (Istituto Ninetta Rosano) prevedendo, tra le altre cose, la cessione in affitto alla C.T.R. dell’intero compendio aziendale e l’inserimento quale soggetto coobbligato al pagamento dei debiti societari di Pasquale Tricarico Rosano. E’ emersa “la riconducibilità della proprietà delle due società al medesimo ceppo familiare, ovvero la famiglia Tricarico Rosano, sicché il controllo gestionale della struttura sanitaria è, in sostanza, restato in capo alle stesse persone”.

Le indagini evidenziano pure “la sproporzione dei compensi erogati dalle società attrici ai propri amministratori”. Secondo quanto emerge nelle conclusioni: “La famiglia Tricarico Rosano in sostanza, pur avendo creato formalmente una nuova società ha di fatto continuato a gestire la clinica senza apportare nella realtà alcun cambiamento”.

I GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA

BELVEDERE MARITTIMO – 6 giu. 20 - Una vera e propria bufera sulla casa di cura gestita dalla famiglia Tricarico. Gli arresti effettuati dalla Guardia di finanza su ordine della Procura di Paola diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni hanno fatto eco in tutta la Calabria e non solo. C'è da sottolineare il fatto che la Guardia di finanza, già da anni, era con il fiato sul collo dei componenti della famiglia. Una serie di passaggi poco chiari ed anche, recentemente, la scarsità di documentazione fornita durante l'amministrazione controllata della società. Una serie di atti e documenti che hanno fatto propendere il Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, nell’ambito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Paola, nella persona del Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni e dei sostituti Mariafrancesca Cerchiara e Rossana Esposito, per accordare la misura della custodia cautelare in carcere per Ciro e Pasquale Rosano Tricarico, e quella dei domiciliari per il più giovane, Fabrizio, di 27 anni. Il Gip ha, infatti, accordato gran parte delle richieste fatte ed ha stabilito che sussistono, a carico degli indagati, gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati contestati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più fatti di bancarotta aggravata fraudolenta per distrazione e di bancarotta documentale in relazione sia alla Società I.N.R. dichiarata fallita in data 17.7.2018, che con riferimento alla Società CTR s.r.l. dichiarata fallita in data 12.9.2019, per estensione del fallimento di INR, per come emerge dagli atti della

complessa e articolata indagine svolta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Cosenza. Si sottolinea il fatto che con particolare riferimento all'ultima sentenza di fallimento, il Tribunale civile di Paola, “con condivisibile motivazione, ha affermato la sussistenza, nel caso di specie, dell'elemento oggettivo e soggettivo di una “società di fatto” tra gli indagati. Sul punto – si legge - è stato ritenuto che “i resistenti fossero in realtà soci occulti di una supersocietà di fatto, rappresentativa dì una unica realtà imprenditoriale, con condivisione di utili e perdite, confusione di beni e servizi, creazione di un fondo patrimoniale. In sintesi, il Giudice Civile ha ritenuto che l’identità della sede legale, della sede operativa, della direzione amministrativa, della struttura nonché la commistione familiare delle compagini sociali e l’interrelazione tra le due società costituiscano indici rivelatori di un vincolo sociale tipico della società di fatto”. Secondo quanto ricostruito: “Sussistono altresì gli elementi costitutivi dei reati tributari. “I legami familiari che intercorrono tra i soggetti oggetto dell'indagine: Carmen Rosano è madre di Ciro Tricarico Rosano e di Pasquale Tricarico Rosano, nonché, nonna di Fabrizio Tricarico Rosano. A fronte dei suddetti legami familiari, sono emerse evidenti “cointeressenze" economiche tra i componenti della

famiglia Tricarico e le due società INR s.r.l. e CTR s.r.1. che hanno gestito la Clinica appartenente alla famiglia”.

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