Cerca

Belvedere, cinque sanitari rinviati a giudizio per la morte in clinica di un paolano

Secondo il Gip Maria Grazia Elia bisogna chiarire nelle aule del tribunale gli aspetti del decesso di Benito Belfiore


BELVEDERE – 10 gen. 20 - Aveva fatto notizia il decesso di un uomo di Paola, Benito Belfiore, 65 anni, all'epoca dei fatti. Il 65enne, ricoverato in una nota clinica di Belvedere Marittimo, aveva subito un intervento al cuore, l'applicazione di due stent alle coronarie, era caduto dal letto, in ospedale, ed era stato trovato morto. I fatti sono accaduti il 10 agosto del 2017. a distanza di quasi tre anni, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, vuole veder chiaro sulla vicenda. Respinge la richiesta di archiviazione e rinvia a giudizio i cinque sanitari iscritti nel registro degli indagati.

Si potrà così verificare se ci sono state omissioni da parte del personale sanitario ed eventuali responsabilità che hanno causato il decesso di Benito Belfiore. Respinta la richiesta di archiviazione della Procura, basata sulla consulenza, il Gip ha accolto totalmente la tesi degli Avvocati Massimiliano Coppa, Paolo Coppa e Luigi Forciniti difensori dei componenti della famiglia. Secondo il Gip vanno chiariti gli aspetti su presunte omissioni e su eventuali ritardi da parte dei cinque indagati per l'ipotesi di negligenza, imperizia ed imprudenza. I consulenti della Procura sostengono, invece, che la morte sarebbe da ricondurre ad una “dissociazione elettromeccanica con grave aterosclerosi coronarica calcificazione (…) in paziente con esiti cicatriziali di pregressi infarti del miocardio (…), ossia per la diagnosi di Sca-Nstemi ad una insufficienza cardiovascolare respiratoria”. Quindi la caduta dal letto potrebbe essere conseguente al decesso.

A Benito Belfiore era stata diagnosticata una ferita occipitale. Benito Belfiore era giunto in codice rosso nella struttura sanitaria, il decesso avvenne il 10 agosto del 2017. I familiari della vittima, su iniziativa degli avvocati difensori, hanno affidato la consulenza al professore Francesco Alessandrini ordinario di cardiochirurgia presso il policlinico gemelli di Roma. Secondo il professionista non sarebbero condivisibili le conclusioni alle quali era giunto il consulente tecnico del Pubblico ministero. Nella denuncia dei familiari si ipotizzava una presunta omessa vigilanza sul paziente e si ritiene che la caduta dal letto abbia provocato una grossa ferita alla testa. In fase di indagine era stato chiesto il sequestro delle cartelle cliniche, oltre al diario dei turni del personale e alla documentazione relativa alla terapia. É stato effettuato anche l'esame autoptico per l'accertamento tecnico irripetibile.

861 visualizzazioni