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Arrestato Franco La Rupa ex consigliere regionale ed ex sindaco di Amantea

Commercializzava falso olio biologico ottenuto con prodotti chimici e fitosanitari. In manette anche il figlio Antonio


Franco La Rupa

AMANTEA – 20 dic. 19 - Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni e dai Sostituti Procuratori Maria Francesca Cerchiara e Teresa Valeria Grieco, i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, nonché ad un decreto di sequestro preventivo, emessi dal Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, nei confronti di due persone, Franco La Rupa ex consigliere della Regione Calabria oltre che ex sindaco del comune di Amantea, ed il figlio Antonio indagate per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode nell’esercizio del commercio, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, calunnia e tentata estorsione. In particolare, l’attività d’indagine, svolta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Paola e della Tenenza di Amantea, ha consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati (padre e figlio, entrambi residenti nel comune di Amantea) i quali, nell’esercizio di un’azienda agricola, hanno commercializzato kg. 41.860 di olio dichiarato essere falsamente proveniente da agricoltura biologica in quanto ottenuto mediante l’impiego di fertilizzanti e pesticidi vietati in tale tipologia di produzione agricola.

Gli indagati, infatti, tramite attestazioni mendaci ed occultamento delle fatture di acquisto dei prodotti chimici non ammessi che venivano sistematicamente utilizzati nei campi, traevano in inganno l’organismo certificatore del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ottenendo da quest’ultimo il rilascio dell’attestato di operatore agrobiologico, grazie al quale potevano immettere sul mercato il falso olio biologico traendone un profitto pari a più di 150.000 euro, oltre che percepire specifici contributi dall’Unione Europea e dalla Regione Calabria per un ammontare di circa 114.000 euro.


Il colonnello Nastasi e il procuratore Bruni

Il profitto dei suddetti reati, tramite una serie di operazioni finanziarie abilmente concepite al fine di dissimularne l’origine delittuosa, è stato poi reimpiegato per l’acquisto di un compendio immobiliare sito nel comune di Serra d’Aiello (CS), avvenuto nell’ambito di un’asta fallimentare.

Le indagini condotte, inoltre, hanno permesso di ricondurre la proprietà di fatto sia dell’azienda agricola, che degli immobili successivamente acquisiti, all’ex consigliere regionale, già colpito in passato da misura di prevenzione patrimoniale.

In particolare, è stato sottoposto a sequestro il 50% di un complesso immobiliare sito nel comune di Serra d’Aiello (CS) nonché denaro ed altre utilità nella disponibilità degli indagati.

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