Aree temporanee sanitarie, un gruppo di associazioni lancia l'appello sull'alto Tirreno

SAN NICOLA ARCELLA – 31 mar. 20 - Un gruppo di associazioni, in riferimento al decreto legge del 17 marzo ha fatto richiesta dell'allestimento di aree temporanee sanitarie di ricovero e di accoglienza per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 sull’alto Tirreno cosentino. Il presidente dell’associazione “Arcobaleno, Pro Civitate” Domenico Raso, con l’adesione delle associazioni: Mistral; Gianfrancesco Serio; Artemis; convegni di cultura Maria Cristina di Savoia alto Tirreno cosentino; centro donna “Lanzino”; Banca del Tempo, Scalea; Agesci San Nicola Arcella; Skalea Solidale; UnpliCosenza ha inviato una nota alla presidente della Regione, Santelli; ai sindaci dell'alto Tirreno, all'azienda sanitaria provinciale e al prefetto di Cosenza. “In una tale preoccupante situazione di emergenza epidemiologica sanitaria qual è quella che stiamo vivendo a causa della violenta diffusione dei contagi da virus Covid-19 – si legge – l'associazione Arcobaleno ha inteso, con il sostegno di alcune delle associazioni del Tirreno cosentino e provinciali, lanciare un accorato grido di allarme sulla disastrosa situazione sanitaria in cui versa specificatamente il territorio”. L'obiettivo è: cogliere con tempestività l'occasione offerta dal Governo, per provvedere conseguentemente all'adozione di tutte le decisioni e dei provvedimenti necessari a garantire l'allestimento di aree sanitarie temporanee attrezzate per fronteggiare l'emergenza Covid-19, in primis presso le sedi dell'ospedale di Praia a Mare e del presidio sanitario di Scalea così come presso eventuali altri strutture idonee anche private. “Nel caso di decisioni assunte in tal senso, l'associazione Arcobaleno Pro Civitate e tutte le associazioni di volontariato che hanno aderito, sono sin d'ora disponibili a prestare la loro opera di volontariato agendo in perfetta sintonia ed al fianco delle autorità competenti purché si raggiunga il primario obiettivo della tutela della salute e della dignitosa garanzia della vita umana sul territorio dell'alto Tirreno cosentino”. Le misure adottate fino ad oggi sembrano non essere sufficienti a garantire la tutela della salute e della per gli abitanti dell'alto Tirreno cosentino. “Le ordinanze finalizzate ad evitare i contagi non possono costituire l’unica soluzione utile a salvaguardare la nostra incolumità. Sull'alto Tirreno Cosentino – scrivono - abbiamo bisogno di assistenza sanitaria”. Nel territorio dell'alto Tirreno cosentino viene sottolineata: “l'assoluta inesistenza di presidi sanitari ed ospedalieri per circa 60 km; non ci vengono garantite neanche le cure basilari, tanto meno è possibile, per noi che abitiamo in questa parte della provincia di Cosenza, immaginare di poter beneficiare di un numero congruo di posti di terapia intensiva”

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