Alta velocità: la Lega Salvini di Scalea sprona i sindaci

“L'ennesima spoliazione delle risorse della Calabria – scrivono Leo e Sangiovanni - unitamente all'incapacità di gestione della cosa pubblica che hanno innescato un giro vizioso”

SCALEA – Si fa sentire la Lega Salvini premier a Scalea. I coordinatori cittadini, Raffaele Leo e

Giuseppe Sangiovanni intervengono sulla questione della annunciata “deviazione della linea ferroviaria dell'alta velocità escludendo di fatto tutto l'alto Tirreno, da Scalea fino ad Amantea”. “L'ennesima spoliazione delle risorse della Calabria – scrivono Leo e Sangiovanni - unitamente all'incapacità di gestione della cosa pubblica che hanno innescato un giro vizioso a cui stiamo assistendo già da tempo e che si è abbattuto sulla sanità, sulla salvaguardia del territorio e adesso sulla rete infrastrutturale ferroviaria, di certo creerà un disservizio che innescherà quella tanto temuta reazione a catena coinvolgendo tutto l'apparato produttivo, sociale, economico, e occupazionale che il turismo e l'operosità di quanti vivono e investono nel settore hanno creato”. I due esponenti della Lega Salvini richiamano le vecchie vicende del tracciato dell'autostrada che fu fatta passare all'interno escludendo di fatto i litorali jonico e tirrenico.



“Chiediamo a tutte le istituzioni presenti sul territorio in primis i sindaci della riviera dei cedri di intraprendere iniziative a sostegno del territorio dell'alto Tirreno calabrese al fine di tutelare e mantenere lo status quo, poiché l'economia nella sua interezza ha bisogno della tutela degli organi istituzionali”. Secondo i rappresentanti della Lega i sindaci “hanno il dovere di guidare e non abbandonare a se stessa la popolazione, e quindi affrontare questo annoso ed enorme problema coinvolgendo tutti i partiti politici e le varie associazioni a cui rivolgiamo il nostro invito a reagire e ad interloquire con tutti gli attori che vogliono preservare l'oggi e guardare al futuro, con dibattiti pubblici e consigli comunali aperti”.

La Lega ricorda a sindaci ed agli amministratori con incarichi e responsabilità pubbliche che “il loro primo comandamento è quello di creare sviluppo, di portare benessere e lavoro e non la mera distribuzione degli incarichi e delle prebende, o quello di emettere bollette di pagamento senza tener conto della situazione economica e sociale, poiché un'alta percentuale dei nuclei familiari, in special modo dove sono presenti anziani, bambini, persone deboli o disoccupati risulta indigente, di ricordarsi che sono stati eletti dal popolo con una mansione ben precisa, quella di amministrare la collettività nella ricerca fattiva del benessere collettivo, nel produrre progetti anche a lungo termine con l'attrazione di capitali e di investimenti sia pubblici che privati e capire che amministrare una comunità non è solo gestire le rimesse dei cittadini, poiché per tale mansione basta un ragioniere comunale, senza l'aggravio dei costi dell'apparato sindacale”.



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