Alta velocità ferroviaria: parco del Pollino a rischio perforazioni

La Scossa lancia l'allarme, pronti a promuovere azioni per uscire dal parco



foto d'archivio

SCALEA – 23 feb. 22 - Allarme dal movimento “La Scossa” e, in particolare dal presidente, Antonio Pappaterra, sul tracciato indicato nel progetto di fattibilità della linea ferroviaria ad alta velocità, tra Salerno e Reggio Calabria. L'esponente dell'associazione, ritiene che possa essere a rischio il destino del Parco nazionale del Pollino e del Tirreno cosentino. Le osservazioni riguardano il lotto n.2 e fanno parte di una lettera aperta inviata al presidente del parco del Pollino, Domenico Pappaterra, ai ministri Cingolani e Giovannini, alla rete ferroviaria italiana, al senatore Magorno, al deputato Gentile e ai sindaci dei comuni della fascia dell'alto Tirreno. “Dallo studio di fattibilità collegato alla realizzazione dell'intero itinerario della nuova linea ferroviaria – scrive il presidente della Scossa - si evince che per realizzare il lotto 2 da Praia a Mare a Tarsia, RFI dovrebbe creare un traforo che attraversa i monti di Orsomarso, facendo passare l'alta velocità dal Fiume Lao nei pressi di Scalea e Santa Maria del Cedro e dalle sorgenti del fiume Abatemarco ai piedi del cozzo del Pellegrino (1987 mslm), aprendo un foro estrattivo fra i comuni di Verbicaro e Grisolia, allungando di oltre 40 km un tracciato che potrebbe essere realizzato con minore utilizzo di risorse se spostato sull'attuale asse ferroviario presente”.


Se dovesse essere confermata la perforazione del cozzo del Pellegrino in area tutelata, l'associazione La Scossa preannuncia una petizione allargata ai territori del Tirreno cosentino ricadenti nell'arco dei monti di Orsomarso. Ai cittadini verrà chiesto di firmare un documento che possa prevedere l'uscita dal Parco nazionale del Pollino. Secondo “La Scossa” “verrebbe meno, paradossalmente, la prerogativa della legge che ha istituito il perimetro dell'area protetta, il senso stesso di uguaglianza territoriale e leso un diritto costituzionale fondamentale quale è il rispetto dell'ambiente”. Con la perforazione, secondo Pappaterra: “si andrebbe comunque a generare un conseguente stato di disuguaglianza fra i cittadini che vivono nel territorio del Parco Nazionale, i quali, per anni e con enormi sacrifici, hanno rispettato la legge, proteggendo, conservando e valorizzando l'ambiente e la geomorfologia dei luoghi”.


Una linea ferroviaria che attraverserebbe il parco del Pollino, inoltre, secondo l'associazione “andrebbero a minare le fondamenta legislative e istitutive del Parco nazionale del Pollino. Poiché la stessa legge Istitutiva delle aree protette in Italia, oltre alle varie direttive comunitarie sulle valutazioni di incidenza e altre leggi collegate, vietano a tutti i cittadini del mondo di scavare cave, miniere, gallerie, pozzi all'interno delle aree naturali protette, nonché asportare materiale inerte, modificare equilibri geomorfologici dell'area, modificare il ciclo delle acque, anche sotterranee presenti, essendo di natura carsica. Inoltre, sempre la stessa legge che regola la gestione del territorio protetto e le attività politiche e istituzionali del Parco Nazionale del Pollino, vieta tassativamente l'utilizzo di mezzi da estrazione e perforazione all'interno del perimetro dell'area naturale in questione”.



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