A rischio la spiaggia tra Praia A Mare e San Nicola Arcella

Gli ambientalisti di Italia Nostra preoccupati per il materiale eroso dalle mareggiate. “Troppi interventi dell'uomo”


PRAIA A MARE – 8 gen. 20 - Una lingua di sabbia, stratta tra la ferrovia, la strada ed il mare che di volta in volta, dispone quanto spazio lasciare all'uomo. Ma nella storia, vale anche l'ipotesi contraria: è l'uomo che con la realizzazione di opere, spesso, sottrae spazio al mare che quando vuole è pronto anche a riconquistare gli spazi perduti. La spiaggia di Fiuzzi, quella che si estende tra l'isola di Dino e l'area nord del litorale di San Nicola Arcella, è a rischio. Lo affermano con prove fotografiche gli ambientalisti di Italia nostra, sezione dell'alto Tirreno. “Quel tratto di costa – sostengono – non è più quello di una volta. L’originario aspetto della spiaggia è stato modificato da quando su di essa è stata consentita la presenza di strutture balneari e parcheggi che hanno dato luogo a riempimenti rilevati sulla spiaggia ed avanzanti verso il mare”. Gli ambientalisti di Italia nostra sono pronti ad andare fino in fondo: “Chiederemo nuovamente al comune di Praia a Mare, inviando tale documento, di verificare i possibili effetti in atto per cercare di salvaguardare, con eventuali accorgimenti, un bene comune quale è la spiaggia ed anche, in definitiva, l’attività di chi vi opera”.

Ma come accennavamo, in molti casi decide anche il mare. Nei giorni scorsi, la mareggiata ha portato via tutti i materiali, quelli che secondo Italia nostra erano serviti per creare terrazzamenti con centinaia di metri cubi di inerti di vario genere: “riprendendosi naturalmente il suo spazio e mettendo a nudo tutti i materiali sottostanti, ma portando via – scrivono - purtroppo anche tanta sabbia depauperando la spiaggia. Già siamo intervenuti sull’argomento lo scorso anno in occasione di analoghe mareggiate. Realizzare sulla spiaggia dei depositi rialzati di materiali compattati per terrazzamenti quindi degli ostacoli – secondo gli ambientalisti di Italia nostra - potrebbe rivelarsi causa di squilibri significativi nel bilancio sedimentario della spiaggia come sta già avvenendo, determinando ove erosione, ove ripascimento, entrambi dannosi per l’ecosistema costiero.

I materiali usati per riempimenti sono stati letteralmente risucchiai e con essi la sabbia con effetti sui fondali ancora non verificati. Ciò che emerge è sotto gli occhi di tutti: materiali edili di vario genere, tubazioni, cisterna presumibilmente per acque nere, pozzetti per varie linee, cementificazioni, pietrame, radici di piante scavate, inopportunamente collocate sulla spiaggia, altre completamente abbattute, un palo della linea elettrica scalzato, in un evidente salto di quota lungo tutta la spiaggia. Di tutto questo – si chiede infine Italia nostra - chi dobbiamo ringraziare? E non diteci per favore che è sempre colpa del mare Modificare l’assetto naturale della spiaggia non è cosa da farsi senza pensare alle possibili conseguenze”.

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