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A Praia a Mare, nelle grotte si pesca con le nasse

Aggiornato il: 15 ott 2019

La denuncia degli ambientalisti di Italia Nostra impegnati nella bonifica dei fondali vicino all'isola di Dino


La nassa recuperata

PRAIA A MARE – 14 ott. 19 - “Si pesca con le nasse all’interno delle grotte dell’Isola Dino: altro che tutela della biodiversità”. A denunciare la presenza di strumenti per la pesca ritenuti illegali è il gruppo di Italia nostra dell'alto Tirreno che, come è noto, sta svolgendo l'attività di bonifica nell'area Sic dell'Isola di Dino. “Durante le operazioni di pulizia dei fondali dell’Isola di Dino all’interno della Grotta del Leone – confermano da Italia nostra - è stata rinvenuta una nassa da pesca, mantenuta sul fondo con un peso e legata con una cima alla roccia. All’interno della “nassa” erano rimasti intrappolati un polipo ad alcuni piccoli pesci che sono stati liberati. La nassa è stata rimossa e portata tra i rifiuti.

Durante le immersioni di questi giorni si è constatato che la presenza nei fondali della fauna ittica è veramente sporadica, depredata da queste trappole e da quanti pescano illegalmente in questo sito naturalistico protetto”. Italia nostra ha individuato nella giornata di venerdì almeno cinque persone che praticavano pesca sott’acqua in quell'area. “In questo modo – commentano - i fondali che Italia Nostra sta ripulendo da ogni sorta di rifiuti al fine di preservarne la originaria naturalezza e la biodiversità, vengono costantemente depauperati e danneggiati a causa di questi irresponsabili distruttori della vita marina. Eppure i fondali annoveravano una popolazione ittica molto variegata, ricca di specie di interesse conservazionistico che ora sono molto rare.

Purtroppo nessuno si è opposto e si oppone a queste pratiche non consentite contro l’ambiente e la vita subacquea a danno anche di quelle attività, presenti o future legate al turismo della subacquea con visite dell’ambiente sottomarino che deve conservare per questo tutta l’ attrattiva della sua biodiversità”. Nei fondali dell'isola sono vietati la cattura, l’uccisione, il danneggiamento , il disturbo delle specie animali, non è ammessa la pesca sportiva, è vietata la pesca a strascico, con draghe, ciancioli, sciabiche da spiaggia e reti. “Ma quale autorità fa rispettare tutto ciò? - si chiede Italia nostra -. Sarebbe necessario almeno esporre cartelli di divieto, assumere Ordinanze ben precise che tutelino Habitat e Specie animali e vegetali con sanzioni severe per i trasgressori, e poi un’intensa e convinta azione di sensibilizzazione non lasciata solo alle Associazioni, ma fatta direttamente dai comuni e dalle autorità marittime”.




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