A Corigliano Rossano spiaggia vietata ai cani, ma non ci sono cartelli

Il Tar di Latina accoglie il ricorso del proprietario di un animale. #CoriglianoRossano


Divieto d'accesso per i cani

CORIGLIANO ROSSANO – 21 ago. - In un periodo in cui c'è una grande attenzione per gli animali da affezione a Corigliano Rossano l'ordinanza balneare impedisce ai proprietari di cani di portarli in spiaggia. Il testo è chiaro, anche se poi l'organizzazione generale pecca di qualche imperfezione. E' vietato, si legge, “condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola o guinzaglio, ivi compresi quelli utilizzati dai fotografi o cineoperatori. Sono esclusi dal divieto i cani di salvataggio a guinzaglio, i cani guida per i non vedenti”. Fra l'altro, si vieta anche di tenere ad alto volume radio, juke box ed in generale, ogni altro apparecchio di diffusione sonora, ma poi la musica degli stabilimenti balneari, a distanza di qualche centinaio di metri, viaggia fino a raggiungere anche le zone interne. La scorsa domenica, c'è chi ha ascoltato l'animazione di uno stabilimento balneare fino alle sette del mattino.

Ma tornando alla questione del divieto di introdurre cani in spiaggia, la tendenza, nella maggior parte dei centri balneari è opposta. Eppure è capitato a qualche villeggiante di dover tornare indietro perché lo stabilimento balneare in questione ha vietato tassativamente l'ingresso di un cane. Il villeggiante ha anche contestato l'assenza di cartelli che indichino tale divieto. Neanche l'ordinanza era affissa da qualche parte. Per poterne prendere visione, il turista è dovuto ritornare il giorno dopo. Appare strano che un'amministrazione così aperta alle questioni ambientali impedisca tassativamente la presenza di cani in spiaggia. C'è da aggiungere che il tribunale amministrativo di Latina ha accolto recentemente il ricorso proposto da “Earth Onlus” contro il Comune di Latina annullando, quindi, l'ordinanza, emessa dal dirigente del Comune di Latina, limitatamente alla parte in cui vietava ai conduttori di animali, anche se muniti di museruola e guinzaglio, di poter accedere alle spiagge del litorale durante la stagione balneare.

Il ricorso ha puntato sull'eccesso di potere per violazione del principio di proporzionalità: “poiché l’autorità comunale avrebbe dovuto individuare le misure comportamentali ritenute più adeguate, piuttosto che imporre un divieto assoluto di accesso alle spiagge, il quale incide anche sulla libertà dei proprietari dei cani”. L'ordinanza di Latina, così come quella di Corigliano Rossano: “irragionevolmente impone ai conduttori di animali il generalizzato divieto di accesso alle spiagge libere, in assenza di una motivazione che giustifichi tale scelta e senza specificare quali cautele comportamentali siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge, ovvero della incolumità dei bagnanti”. Per il Tar, “La scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, risulta irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata, anche alla luce delle viste indicazioni regionali che attribuiscono ai comuni il potere di individuare, in sede di predisposizione del Pua, tratti di arenile da destinare all'accoglienza degli animali da compagnia.

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